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Supermercato all' ex Cierrebi, il comitato ribatte: 'Progetto incompatibile'

A gettare allarme e rinfocolare le polemiche, l'ipotesi dell'abbattimento della palestra: la catena smentisce, ma il comitato resta sospettoso. La vicenda va avanti da due anni

"In quell’area non si può fare nemmeno un 'negozio non troppo grande'". Tiene il punto il comitato Rigenerazione No Speculazione sul progetto di realizzazione di un supermercato al posto dell'Ex Cierrebi. In una nota il raggruppamento di residenti ed ex soci dello storico centro sportivo nel quartiere Porto-Saragozza rispedisce al mittente le rassicurazioni fornite dalla catena Despar, che nei progetti dovrebbe acquisire parte delle aree sportive per realizzare un supermercato alimentari.

Supermercato all'Ex Cierrebi: il comitato tiene il punto

Non bastano al comitato Rigenerazione No Speculazione le rassicurazioni fornite da Despar. Quest'ultima, con il coordinatore regionale Alessandro Urban la catena ha sottolineato che "al contrario di quanto emerso da alcune voci, non c'è volontà nè necessità da parte nostra di sacrificare la palestra. Si parla invece di riqualificare e trasformare in negozio le aree dismesse ormai da molto tempo, mentre la gran parte dell'impianto attualmente in uso verrebbe conservata“.

Una visione, quella delle aree dismesse, che non piace al comitato, che parla dell'area da 'tagliare' come di "impianti sportivi perfettamente funzionanti e una piscina appena ristrutturata e omologata con un intervento da 400mila euro". Le aree in questione -continua Rns- non sono mai state dismesse ma sono state deliberatamente mantenute chiuse al pubblico con il preciso scopo di dimostrarne il disuso nel tentativo di rientrare nelle norme previste dagli strumenti urbanistici per realizzarci sopra il supermercato e i parcheggi".

Vicenda Ex Cierrebi, la storia di un progetto discusso

A questi argomenti, Rigenerazione No Speculazione ribadisce "quello che è già stato ampiamente dimostrato e cioè che in quell’area non si può fare nemmeno un “negozio non troppo grande”, sia per incompatibilità con l’attività prevalente sportiva sia per i vincoli cimiteriali di inedificabilità assoluta a meno di 200 metri dalla Certosa nel rispetto del decoro e della sacralità del luogo che verrebbe violato dal nuovo carico urbanistico, anche se "esteticamente curato". Senza contare l’aumento del traffico, dell’inquinamento e il disvalore sportivo che ne deriverebbe".

Infine, una stoccata anche al Comune che "per prima cosa, dovrebbe mettersi d’accordo con sè stesso", dato che "nel 2017 tre super tecnici comunali hanno firmato un accordo con la proprietà per demolire", mentre "adesso l’assessore allo sport Matteo Lepore ci dice che un supermercato lì sarebbe una vera sciagura".

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