Chiusura ex-Galaxy, assessore Gieri: 'Famiglie in strada? Falso'

Per l'assessore 'soluzione transitoria non adatta a 77 famiglie con 120 bambini" ma specifica anche che si tratta di 'un'esperienza estremamente costosa'

Famiglie in strada dopo l'esperienza dell'ex Galaxy? "E' assolutamente falso". A dirlo l'assessore alla Casa del Comune di Bologna, Virginia Gieri, dopo la manifestazione di ieri del Comitato inquilini Galaxy e dal collettivo Social Log.

Per l'assessore "era una soluzione transitoria trovata in emergenza e non adatta ad ospitare 77 famiglie con 120 bambini", visto che "gli spazi di un residence non sono consoni a una vita dignitosa", ma specifica anche che si tratta di "un'esperienza estremamente costosa che quindi non soddisfa i canoni della migliore amministrazione" quindi la Giunta avrebbe cominciato a lavorare per trovare soluzioni, dopo la chiusura della struttura: "Abbiamo ampliato il numero degli alloggi di transizione" recuperando così tra i 20 ed i 30 gli appartamenti .

Inoltre c'è "delibera a cui teniamo molto", sottolinea Gieri, cioè quella che ha stabilito l'assegnazione di sei punti per la graduatoria Erp a chi conclude il periodo di transizione, è in regola con i pagamenti e firma un patto di collaborazione per mettersi in gioco, ad esempio partecipando a percorsi di formazione". Ma 6 punti sarebbero pochi per Social Log e il Comitato inquilini per accedere a un alloggio popolare: "Ne avevamo chiesti 10" hanno ripetuto ieri durante il presidio. 

Mentre per Gieri "ci sono molti nuclei che con i sei punti aggiuntivi arrivano ad ottenere l'assegnazione e dovrebbero essere tutti contenti di questa soluzione" visto che "Acer sta facendo il nuovo Erp 6 con i nuovi punteggi" e poi "nel Galaxy, così come nelle altre strutture, ci saranno coloro che avranno maturato il punteggio subito, altri che dovranno invece aspettare il prossimo Erp" e altri ancora che non avranno le condizioni per avere i sei punti (magari perchè non firmano il patto di collaborazione) e per loro "bisognerà trovare altre soluzioni". Del resto "non parliamo di migliaia di persone e si tratta di nuclei per noi conosciuti", spiega Gieri, visto che le famiglie in alloggio di transizione "sono seguite dai servizi sociali e per ognuna ci sono una scheda ed un progetto". Per questi casi "faremo tutto il possibile per valutare situazione per situazione", conclude Gieri, sapendo però che "poi ci sono quelli che con i servizi sociali non vogliono parlare e quindi come facciamo? Che risposta diamo?". 

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