Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Navile / Via Ferrarese

Indagini morti overdose: arrestati spacciatori dell'ex-Manifattura Tabacchi

Spacciatori che gravitano nella zona: i carabinieri li hanno catturati nell'ambito dell'indagine sulle morti per overdose delle ultime settimane. l'eroina venduta ha una purezza del 55%, principio attivo cinque volte superiore alla 'brown'

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro fermato presunti spacciatori dell’ex Manifattura Tabacchi, luogo dove lo scorso 23 luglio fu rinvenuto il corpo senza vita di un idraulico di Loiano morto all’età di 40 anni per una overdose da eroina bianca.

I provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla locale Procura della Repubblica, nella persona del Procuratore Aggiunto, dott. Valter Giovannini e del Sostituto Procuratore, dott. Augusto Borghini, che hanno ricostruito, anche sulla base degli esiti delle serrate investigazioni dei Carabinieri della Compagnia Bologna Centro, la dinamica delle cessioni di stupefacente che hanno provocato il decesso di due assuntori di stupefacenti.

GLI ARRESTATI. Sono stati rintracciati e assicurati alla giustizia con l’accusa di spaccio continuato di sostanze stupefacenti: SABLAOUI TAREK, 25enne, MANAI MOHAMED ALI, 19enne e JOUINI MOEZ, 19enne, tutti tunisini con precedenti di polizia. Quest’ultimo era stato arrestato per stupefacenti lo scorso agosto 2012, quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Bologna lo aveva sorpreso nei pressi dell’ex Manifattura Tabacchi con una dose di cocaina. Analogo provvedimento restrittivo è stato notificato a LAMER BILAL, 25enne già detenuto alla Dozza per altra causa.

Amor Bahroumi, tunisino di 18 anni arrestato per spaccio nei giorni scorsi e indagato per morte in conseguenza di altro delitto sia per il decesso della giovane che per quello di uno studente universitario di 28 anni, morto il 24 luglio in una casa a Bologna. Gli investigatori ritengono che entrambi abbiano acquistato dal pusher la dose letale, all'ex Manifattura. La ragazza, M.L.G., originaria di Parma ma residente a Ferrara da anni, era stata trovata nel deposito Tper di via Trenti da una persona che faceva le pulizie sul mezzo. Probabilmente aveva avuto un malore tra Bologna e Ferrara, ma nessuno se n'era accorto. Ora il fascicolo sull'episodio potrebbe passare dalla Procura di Ferrara a quella bolognese. Sono infatti il procuratore aggiunto Valter Giovannini e il pm Augusto Borghini a coordinare le indagini dei militari della Compagnia Bologna Centro sulla banda di spacciatori di cui fa parte Bahroumi e che hanno portato nelle ultime 72 ore a rintracciare in città quattro dei sette tunisini per i quali era stato emesso un decreto di fermo: Tarek Sablaoui, 25 anni, Mohamed Ali Manai, 19, Moez Jouini, 19 e Bilal Lamer, 25, al quale il provvedimento è stato notificato in carcere. Sono invece irreperibili e si pensa possano essere fuggiti all'estero gli altri tre, connazionali, accusati dell'omicidio volontario di un quarantenne deceduto il 23: Harwen Gamzi, Acheret Garilesh e Karih Rahmouni. L'uomo, dopo aver acquistato la sostanza, si era accasciato e dal racconto di un testimone era emerso che i nordafricani, avendo visto che stava male, lo avevano portato all'interno della struttura per poi 'scaricarlo' fuori solo dopo qualche ora, quando era gia' morto. Per loro proseguono le ricerche, mentre dalle analisi della sostanza sequestrata si è appurato che l'eroina ha una purezza del 55% e un principio attivo cinque volte superiore alla 'brown'. ''In questo momento a Bologna - ha commentato il procuratore aggiunto e portavoce della Procura, Valter Giovannini - si fa fatica a trovare l'eroina bianca e questo per la Procura e i carabinieri è sicuramente un successo, poiché oltre all'attività di repressione è stata svolta una importante attività di prevenzione per l'incolumità degli assuntori''.

IL FERMO. I fermi sono stati eseguiti tutti a Bologna nelle ultime 72 ore: il primo a cadere nella rete degli investigatori dell’Arma è stato Sablaoui Tarek, rintracciato martedì sera nei pressi dell’ex caserma Sani, tra via Ferrarese e via Stalingrado all’altezza di via Serlio, altro luogo dove spesso trovano ricovero malfattori e sbandati di varia natura. Ieri pomeriggio è toccato a Manai Mohamed Ali, catturato in via Ermanno Galeotti, mentre camminava da solo in strada. L’ultimo, in ordine di tempo, ad essere acciuffato è Jouini Moez, individuato la  scorsa notte in via Sebastiano Serlio, all’interno del parco denominato “Dopolavoro Ferroviario”. Lo stesso, sottoposto a perquisizione personale da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo, è stato trovato in possesso di 2 grammi di cocaina suddivisa in quattro dosi e 370 euro in contanti, quindi risponderà anche di detenzione ai fini di spaccio.

LA CACCIA CONTINUA. Restano da prendere i tre tunisini cui la Procura contesta il reato più grave, l’omicidio della prima vittima di overdose. Nella circostanza è stato eseguito un arresto differito per spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti di due tunisini, uno dei quali BARHOUMI AMOR, 18enne, ritenuto responsabile di aver ceduto, lo scorso 26 luglio, una dose di eroina (0.8 grammi) a una trentottenne di Bologna. Ulteriori accertamenti svolti dagli uomini del Nucleo Operativo hanno rilevato che il giovane avrebbe ceduto una dose di eroina, che si è rivelata letale, al giovane studente deceduto la scorsa settimana.

Per i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro, coadiuvati dai servizi messi in campo dai Reparti del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna che nel perlustrare la città hanno al seguito le immagini dei tre catturandi ed eseguono quotidiani controlli nelle zone abitualmente frequentate da questo genere di delinquenti, la missione prosegue.

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