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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Ex Oz di via Stalingrado: "Sfrattati in fretta e furia, ma di lavori neanche l'ombra"

Passati 15 mesi dall'abbandono della struttura dopo lo sfratto, ora lo spazio risulta gestito da una associazione e da alcuni custodi-senzatetto. Dentro la struttura aveva preso casa l'area di sport urbani per giovani, poi l'acquisto da parte di Unipol e le pressanti richieste di abbandono dello stabile

 Ex Samputensili, ex Senza filtro, ex Oz. Ormai è un luogo che si identifica solo come "ex" qualcosa. Attualmente infatti, nulla pare essere cambiato in via Stalingrado 59, a Bologna, da quel 20 settembre del 2018, giorno in cui vennero restituite le chiavi al nuovo proprietario, che non volle saperne di deroghe o accordi per lasciare gli spazi agli sport urbani di Oz.

Quasi un anno e mezzo dopo, infatti, quegli ambienti appaiono vuoti (o quasi). Dopo l'acquisizione all'asta da parte di Unipol per più di tre milioni di euro, l'ex stabilimento non ha ancora trovato una nuova identità dopo che il colosso assicurativo ha invitato ad accomodarsi fuori la rete di associazioni culturali e sportive che l'avevano riempito di attrezzature per gli sport urbani e non solo.

Com'è oggi il 'palazzone' di via Stalingrado 59? È ovviamente scomparsa la scritta "Oz", e nei locali esterni tutto sembra lasciato a se stesso. Sul cancello di ingresso delle auto invece è comparso un cartello su cui si legge "Gruppo san Cristoforo".

Un 'limbo' che non è sfuggito nemmeno a Oz che, sulla sua pagina Facebook, si chiede: "Ma davvero? Tutta quella fretta per smantellare un progetto, associazioni, attività, lavoro... per? A voi il giudizio...". Sul sito del Comune di Bologna si spiega che il Gruppo San Cristoforo "svolge attività di sicurezza e solidarieta'" e "collabora con il Comune, Tper, Hera, Sicurezza urbana e stradale", occupandosi di "minori disabili, raccolta e distribuzione di alimentari e vestiario, attività ricreative e di tempo libero"; e già negli anni scorsi era stato coinvolto nella gestione di spazi abbandonati (anche ingaggiando tre senzatetto come "custodi" delle ex Officine Casaralta di via Ferrarese, ndr).

Spazio Oz, Eden Park torna a Bologna dopo lo sfratto

Raggiunto telefonicamente, Marco Cinti, presidente del Gruppo San Cristoforo dal 2009, spiega che la sua organizzazione 'risiede' già da un anno nello spazio di via Stalingrado, con un accordo di comodato d'uso gratuito con Unipol, "rinnovabile di anno in anno", in cambio dell'attività di custodia, pulizia e mantenimento degli spazi.

"Al momento vivono dentro nove ragazzi sentatetto, provenienti dai dormitori, che svolgono quest'attività", spiega Cinti, che "Unipol ha messo tutto a norma (impianti, eccetera)". In ogni caso, una soluzione temporanea in attesa di effettuare i lavori. Di annunci ufficiali però, da Unipol ancora non ne sono arrivati.

In ogni caso di tempo ormai ne è passato, ancora di più se si pensa alla fretta con cui Unipol esigeva la liberazione dei locali da parte delle associazioni riunite sotto la sigla di Oz, e cosa più importante, tutte le (ingombranti) attrezzature sportive al suo interno, da portare altrove entro un massimo di 10 giorni al tempo dei fatti.

E nel frattempo in città dalle istituzioni al mondo politico bipartisan, chiedeva di aspettare in attesa di soluzioni che non spegnessero quello che nel corso del tempo era diventato un punto di riferimento per gli sport urbani anche in Europa, contando ben 5.000 tesserati. Una modalità "frettolosa e inutile come in tutti i posti recentemente sgomberati a Bologna", annota oggi Serafino D'Onofrio, presidente Aics Bologna, parlando alla 'Dire'.

L'Aics è stata la prima promotrice del progetto 'Oz', attivo dal 2014. "La cosa indecente è che siamo stati costretti a uscire quando non c'era così fretta- prosegue D'Onofrio- ma la coop non ha voluto sentire ragioni. Unipol è stata intransigente". Le realtà di Oz infatti erano consapevoli che prima o poi, i giochi sarebbero cambiati e che l'eventualità di un trasferimento era possibile.

Ma è stata la fretta del colosso assicurativo a mettere in difficoltà il seguito delle attività. Una fretta che però ancora non pare motivata da nessun progetto all'interno dell'ex Samp. C'è stata "rigidità della coop per tenere lo spazio vuoto. Bastava discutere anziché trovare un muro di gomma".

Nel frattempo, una parte di Oz, l'Eden park, cuore delle realtà sportive come arrampicata e parkour, ha ripreso le attività più o meno un anno fa dopo essere stata accolta a San Lazzaro di Savena, che va "molto bene", seppur in versione (molto) ridotta: è passata infatti da uno spazio di 20.000 metri quadri ai circa 2.000 attuali. Inoltre, è in corso una trattativa per riportare parte delle attività al nuovo spazio Dumbo di via Casarini, su cui "c'è già un accordo politico" afferma D'Onofrio, ma bisogna ancora risolvere dei problemi logistici come gli allacci della corrente. Ma la questione rimane: quale sarà il destino dello stabile di via Stalingrado? (Dav/ Dire)

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