Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Eredità Faac: Ok del giudice al sequestro giudiziario

Dopo solo 10 giorni il giudice ha sciolto la riserva e dispone il sequestro del patrimonio di Michelangelo Manini. Il Prof. Paolo Bastia nominato custode della contesa eredità

Altra puntata della saga Faac. Il giudice Maria Fiammetta Squarzoni ha disposto il sequestro giudiziario del patrimonio di Michelangelo Manini accogliendo solo le istanze dello zio, Carlo Rimondi, e della “sorella” Mariangela Manini, che per primi avevano impugnato lo scritto che nominava la Curia erede universale dell’ingente patrimonio, immobilizzato e curato, se accetterà l'incarico, dal Prof. Paolo Bastia, docente di economia aziendale all’Alma Mater. Rimangono fuori al momento il dentista Lucio Corneti e gli altri parenti di Michelangelo per i quali, in altra sentenza, il giudice potrebbe disporre la mediazione obbligatoria e la perizia documentale, rispettivamente il tentativo di risolvere le controversie con la conciliazione obbligatoria e l’accertamento della validità dei documenti prodotti.

Sentenza ineccepibile e lezione di diritto” ha dichiarato l’avvocata di Mariangela e Carlo Rimondi, Rosa Mauro, a Bologna Today “porterà chiarezza e calmerà le acque che si stavano agitando. Adesso un Curatore amministrerà i beni del fratello e nipote dei miei assistiti e farà gli interessi di tutti gli aventi diritto. Troppo clamore c’è stato e qualcuno ha interpretato male sia fatti che intenzioni. Abbiamo piena e totale fiducia nel Giudice e nel professor Bastia”.
Misurata la reazione di Mariangela Manini: “E’ una vicenda personale che non avrei mai voluto fosse così stravolta. Mio fratello è morto da poco e sembra che tutti si stiano scannando per dividerne i resti. Quando dissi che la Curia ha avuto eccessiva fretta, non mi riferivo ai tempi legali, ma a quelli etici. Non ci si ferma alla dichiarazione di un notaio che ragiona sulla mancanza di eredi legittimi per evitare anche solo di contattare i parenti, mentre si legge sui giornali che i soci di minoranza fanno proposte di subentro o si pensa di comprare una televisione privata. Per questo ho chiesto al mio avvocato, d’accordo con lo zio Carlo, una cautela giudiziaria a prescindere dall’impugnazione”. E sulla rivelazione shock di essere la sorella del patron della Faac: “Ho deciso di uscire allo scoperto chiedendo il riconoscimento di paternità perché la situazione si stava facendo ridicola con tutti all’assalto della diligenza. Credo che i maggiori a rallegrarsene dovrebbero essere gli operai e i dipendenti della Faac, l’azienda sarà amministrata bene e sotto il controllo del tribunale, ogni azione straordinaria passerà al vaglio del Giudice. Preferisco che a capo dell’azienda di mio padre ci sia un professore di Economia Aziendale invece che un teologo. Comunque vadano le cose, è solo questione di tempo, ma con buona pace di tutti, la Giustizia, forse lunga e lenta, è inesorabile ed è giusto che sia così perché prima o poi sarà dato a Cesare quello che è di Cesare”.
Ora si attende l’esito delle perizie “Era necessaria più cautela del il notaio invece di consegnare tutto alla Curia che subito ha, forse anche legittimamente, accettato” continua Mariangela “Pensi che nel corso dell’inventario zio Carlo è stato invitato ad uscire dalla casa di mio fratello (e suo nipote), morto da 2 mesi, perché non voleva firmare l’inventario di una cassetta di sicurezza aperta in sua assenza

Prossima puntata il 22 ottobre per la comparizione delle parti il conferimento dell’incarico giudiziale al Prof. Bastia, ovvero la nomina del curatore che, se accetterà, entrerà in possesso dei beni fino alla revoca. Gestirà quindi tutto il patrimonio ereditario e ordinario.
 

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