Cronaca Centro Storico

"Ci spacchiamo la schiena per 700 euro": i facchini protestano nel centro di Bologna

Sono arrivati anche da altre città d'Italia e chiedono un salario onesto e il reintegro dei colleghi licenziati dalla cooperativa che opera per Granarolo: "Basta alle condizioni di schiavitù"

Hanno sfilato nel pomeriggio per il centro di Bologna circa 500 tra lavoratori della logistica, collettivi e attivisti dei centri sociali. Chiedono "dignità e un salario onesto" i manifestanti hanno scandito slogan soprattutto contro la Granarolo, per l'allontamento di 41 facchini delle cooperative che operano per l'azienda.

Una grande mucca sullo striscione in testa ai manifestati che sono partiti da Piazza Nettuno, hanno sostato a lungo di fronte alla sede della Cgil - accusata di connivenza con le cooperative e di essere stata, il 1° maggio, sullo palco con il presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari - e davanti alla Prefettura di Bologna. Questa ha infatti richiesto il parere della commissione di garanzia che ha dato una stretta alla possibilità di scioperare considerando i prodotti della coop come beni essenziali. Slogan hanno bersagliato, infatti, anche il Prefetto di Bologna.

"Ci spacchiamo la schiena per 700 euro e per assicurare le forniture ai supermercati e alle cooperative di questa si città che da sempre è governata da una certa sinistra", grida un facchino del Maghreb, "dobbiamo pagare i nostri caporali". (GUARDA IL VIDEO)

Alla manifestazione, promossa dal sindacato intercategoriale Cobas e dal laboratorio Crash, hanno partecipato, secondo gli organizzatori, anche lavoratori di altre città compresi quelli del magazzino Ikea di Piacenza.

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