Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Facchino sottopagato in appalto: giudice condanna la committente

Illeggittimo secondo il Tribunale il contratto di apprendistato. Il caso in un noto marchio dell'allestimento mobili

Committente condannata al pagamento delle differenze contributive, mentre il facchino in questione era a libro paga per conto di una impresa di facchinaggio in appalto.

E' quello che ha disposto il Tribunale del lavoro di Bologna sul caso di un lavoratore in appalto, addetto al trasporto e la montaggio dei mobili per un noto gruppo commerciale. All'uomo -come riporta la Dire- era stato applicato, in sostanza in maniera illegittima, un contratto di apprendistato.

Nei fatti il facchino in questione, come si legge nella sentenza non ha mai svolto durante tutto questo tempo corsi di formazione, né è stato mai affiancato nello svolgimento delle sue mansioni, ha appurato il giudice che ha condannato la società a pagare al lavoratore la differenza tra stipendio effettivamente pagato e quanto avrebbe dovuto realmente ricevere tra inquadramento superiore, indennità di trasferta, indennità di cassa e lavoro straordinario.

Il giudice ha dichiarato quindi illegittimo il contratto di apprendistato, condannando la committente alla corresponsione anche delle differenze retributive. Il lavoratore, iscritto alla Filt-Cgil di Bologna, che all'epoca aveva contestato con scioperi e azioni di lotta il comportamento della committente e dell'appaltatore, è stato dipendente di una delle varie cooperative che si sono avvicendate nell'appalto nel magazzino bolognese.

Le aziende, come confermato dalla sentenza, utilizzavano indebitamente il contratto di apprendistato, sotto-inquadravano i lavoratori e non riconoscevano loro il trattamento economico e normativo dovuto.

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