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Gli autisti protestano sotto la Regione: "Un intero comparto rischia di essere smantellato"

Sono gli autisti di bus turistici e auto blu, chiedono un incontro con Bonaccini: "Fateci lavorare"

 

Sotto i palazzi della Regione Emilia-Romagna si sono radunati questa mattina i lavoratori del trasporto pubblico non di linea. Sono circa 200 autisti e chiedono che anche questo settore venga finalmente preso in considerazione, visto che con l'azzeramento del lavoro (pullman turistici, bus legati al trasporto congressuale ed ncc) dato dall'emergenza da Coronavirus il rischio è la gambizzazione di un intero comparto: "Non chiediamo soldi, anche se poi vediamo che il Governo stanzia 120 milioni di auto per bici e monopattini elettrici - spiega loro portavoca Giorgio Lunedei - ma solo di poter continuare a lavorare, magari in simergia con il pubblico, colmando le linee sature e offrendo compensazioni la dove il servizio è carente". 

Questo in sostanza il messaggio ci F.A.I. Federazione Autonoleggiatori Italiani Trasporto Persone. La stessa manifestazione è andata in scena in altre città d'Italia come Torino, Milano, Genova, Firenze, Ancona, Roma, Pescara, Napoli, Potenza, Cagliari, Campobasso, Catania, Bari, Lamezia Terme. In viale Aldo Moro la speranza è quella di incontrare Stefano Bonaccini e gli assessori ai Trasporti e al Lavoro. Un appuntamento è già stato fissato per la tarda mattinata. "

"Dopo anni di lavoro ci sono ancora amministrazioni che fingono di non conoscere le problematiche, di avere le mani legate, di non avere i fondi necessari: tutte bugie. Sono manovre viste e riviste per boicottare l'unica arma che ci è rimasta: la protesta" dicono i lavoratori tenendo in mano striscioni e volantini con bare e monopattini. 

Jury Belladanza, segretario di FAI Trasporto Persone sottolinea: "Il nostro comparto è stato completamente dimenticato e il rischio è lo smantellanto". E fra lorio si parla sottovoce anche di colleghi davvero disperati, che non sanno come fare e che sono arrivati anche a pensare al peggio. 

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