Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Fallimento Bio-on, asso-consumatori: "Pronti a costituirci parte civile"

Mercoledì assemblea per raccogliere le adesioni e avviare i procedimenti pilota

Con l'udienza preliminare sul fallimento Bio-on alle porte, dopo la richiesta di processo per i vertici dell'ex unicorno delle bioplastiche di Castel San Pietro, una delle associazioni di consumatori che si occupa della tutela dei piccoli investitori annuncia una assemblea pubblica per aderire alla cosiddetta class action.

L'Associazione bolognese Presidium Consumatori -si legge in una nota- è "pronta per la costituzione di parte civile dei propri associati e piccoli azionisti nonché per avviare cause pilota nei confronti dei responsabili civili". 

Per questo, e per illustrare "nel merito le azioni del team legale" è stata indetta una assemblea pubblica per mercoledì 9 giugno 2021 alle ore 18:30, sulla piattaforma online Sizecloud.

Per l'avvocato Giampiero Falzone, Coordinatore della Consulta Legale dell'Associazione, è importante entrare in contatto "con quanti interessati da questo ennesimo caso di risparmio tradito" per illustrare "le azioni che i sei avvocati della nostra Consulta, ognuno per le proprie competenze penali e civili, hanno accuratamente sviluppato a favore dei danneggiati dal caso Bio-on". Nella sede dell'udienza preliminare -fa notare Falzone- i soggetti danneggiati "potranno esercitare i propri diritti al risarcimento del danno costituendosi parte civile nel processo penale".

Il caso Bio-on: da gioiello del settore al fallimento

Sono dieci le persone dei vecchi vertici di Bio-on per le quali la procura di Bologna chiede il processo, in seguito all'inchiesta che ha portato alla messa in stato di fallimento dell'azienda di bioplastiche di Castel San Pietro Terme, passata nel 2019 da vero e proprio unicorno produttivo ad azienda sull'orlo del crac. Le accuse, a vario titolo, sono di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato.

L'inchiesta deflagrò nell'ottobre 2019, quando a seguito degli accertamenti svolti dalla Guardia di finanza scattarono alcune misure cautelari (poi revocate in seguito) e sequestri.

Bio-on, infatti, nei mesi precedenti era finita nel mirino del fondo americano Quintessential, che pubblicò un dossier in cui accusava l'azienda di essere "una nuova Parmalat a Bologna" e un "castello di carte" destinato "al collasso totale".

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