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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Castel San Pietro Terme

Fallimento Bio-on: giudice ammette azionisti come parte civile

Oltre mille le richieste al risarcimento in caso di condanna degli imputati

Sono state oltre mille le richieste che il Gup ha vagliato, nell'ambito della costituzione di parte civile per il crac Bio-On, l'unicorno delle bioplastiche di Castel San PIatro Terme affondato nell'autunno del 2019 dopo una inchiesta della procura, partita a sua volta da uno spietato report finanziario del fondo ribassista Quintessential.

Tra le richieste accolte, tutte quelle degli azionisti -intesi sia come persone fisiche, sia come società- tra i quali ci sono nomi noti come l'ex rettore dell'Università di Bologna e presidente di Genus Bononiae, Fabio Roversi Monaco, la società Ima di Alberto Vacchi e l'ex presidente de La Perla, Alberto Masotti.

Respinte, invece, le richieste di costituzione di parte civile presentate dai cosiddetti enti rappresentativi, come le associazioni di categoria e quelle dei consumatori.

Caso Bio-on, la procura chiede il processo per la ex dirigenza

Questo, in sintesi, l'esito del nuovo round dell'udienza preliminare del procedimento, che si è tenuto questa mattina nell'aula bunker del carcere bolognese della Dozza. In tutto gli imputati sono 10, accusati a vario titolo fin qui di manipolazione del mercato e false comunicazioni sociali, tra cui Marco Astorri, fondatore ed ex presidente di Bio-On, Guido Cicognani, ex socio e vicepresidente, e Gianfranco Capodaglio, ex presidente del Collegio sindacale.

Il giudice ha poi accolto la richiesta di citazione dei responsabili civili, vale a dire le società di revisione PricewaterhouseCoopers e Ernst and Young, avanzata da alcune delle parti civili.

La prossima udienza è stata fissata alle 10 del 15 aprile, quando dovrebbe essere discussa, tra le altre cose, la richiesta di modifica di uno dei capi di imputazione avanzata dal procuratore aggiunto Francesco Caleca e dal pm Michele Martorelli.

I due rappresentanti della pubblica accusa, infatti, a fianco della manipolazione di mercato vorrebbero contestare ad ex vertici, amministratori, sindaci e revisori l'ipotesi di bancarotta fraudolenta impropria, legata alle false comunicazioni sociali che avrebbero portato a polverizzare il capitale sociale dell'ex società della bioplastica. (Ama/ Dire)

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