Maxi bancarotta per gruppo finanziario: arrivano le condanne

Si chiude il primo grado di giudizio. L'imprenditore ai vertici fuori dal dispositivo per un patteggiamento

La Procura di Bologna aveva chiesto cinque condanne a pene tra i 18 mesi e i cinque anni, ma i giudici hanno accolto solo in parte questa richiesta, condannando due imputati a cinque anni e prosciogliendo gli altri tre.

Si chiude così il processo di primo grado sulla vicenda Uniland, la società attiva nell'acquisto, gestione e vendita di partecipazioni in società attive prevalentemente nel settore immobiliare. La vicenda 'esplose' nel febbraio 2011, quando la Guardia di finanza arrestò tre persone ed eseguì sequestri per 109 milioni di euro, scoperchiando una maxi truffa (e "l'impero di carte" costruito dal dominus di Uniland, un 55enne bolognese) che ha mietuto migliaia di vittime tra i risparmiatori di una banca, a cui tra il 2006 e il 2011 sono state 'rifilate' azioni dal valore gonfiato 'ad arte' con operazioni e acquisizioni finanziarie fittizie, false perizie e altri trucchi di marketing.

L'imprenditore, comunque, era già uscito dal processo patteggiando una pena di tre anni nel 2015. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta e di altri reati finanziari, tra cui false comunicazioni sociali. Nel dettaglio, il collegio presieduto dal giudice Roberto Mazza ha condannato a cinque anni il revisore contabile, come aveva chiesto la pm Antonella Scandellari, e l'ex presidente del Cda, per il quale la Procura aveva chiesto una pena di quattro anni e sei mesi. I due dovranno anche pagare, assieme alle società One Audit e Audirevi, una provvisionale di 30.000 euro e un risarcimento da definire in sede civile alla società Finpagi, oltre a risarcire le parti civili per importi che saranno stabiliti sempre in sede civile e a pagare le spese processuali.

I due condannati sono stati, inoltre, interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e inabilitati all'esercizio di imprese commerciali e incapaci di esercitare uffici direttivi in qualsiasi impresa per cinque anni. Assolto, invece l' amministratore delegato della controllata House Building, per cui la Procura aveva chiesto quattro anni (in parte perché il fatto non costituisce reato e in parte per prescrizione), così come sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato un componente del collegio sindacale di House Building per cui era stata chiesta una condanna a tre anni e sei mesi, e una imputata che stilò una perizia 'truccata' su uno dei terreni di proprietà del imprenditore 55enne.

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Sul fronte delle sanzioni pecuniarie, Uniland dovrà pagare 250.000 euro, (contro i 4.818.666,67 chiesto dalla Procura), House Building 180.000 (a fronte di una richiesta di 2.770.733,33) e Cemlux 180.600 (in questo caso la Procura chiedeva sanzioni per 5.018.760 euro). Infine, i giudici hanno disposto la confisca di tutti i beni ancora sottoposti a sequestro preventivo. Ora si attendono le motivazioni della sentenza, che dovrebbero essere depositate nel giro di 180 giorni. (Fonte: Dire) 

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