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Cronaca

Farmacie, prevista 'serrata' per giovedì

Uno scontro tra Asl e farmacie private mette in agitazione il settore. Il 26 gennaio anche i Cup delle farmacie comunali resteranno chiusi al mattino. Coinvolti un migliaio di esercizi

Molte farmacie resteranno chiuse giovedì, a meno che non si trovi un accordo. E' la protesta muscolare di Federfarma Emila-Romagna minacciate, a loro dire, dalla pratica crescente degli ospedali di distribuire farmaci direttamente dentro i nosocomi in Regione. Alla serrata, che scatterà il 24 mattina, dovrebbero aderire circa un migliaio di farmacie private aderenti a Federfarma in Emilia-Romagna. Le comunali, invece, che non possono scioperare contemporanemente alle private, chiuderanno il servizio Cup per tutta la mattina. Rimarranno invece aperte le farmacie in turno.

Alla base della protesta, come ha spiegato stamane alla stampa il presidente di Federfarma Emilia-Romagna, Domenico Dal Re, la distribuzione diretta dei medicinali attraverso gli ospedali, che molte Asl stanno incrementando a scapito delle farmacie. Si tratta in particolare di pazienti che soffrono di malattie croniche e che vengono presi in carico dalle aziende anche per quanto riguarda la distribuzione dei farmaci. «Ma questa protesta la facciamo in primis per i cittadini- assicura Federfarma- hanno il diritto di trovare i medicinali in farmacia, anziché essere costretti a spostarsi anche di molti chilometri in farmacie ospedaliere che chiudono alle 17 e sono chiuse nei prefestivi».

In sostanza le farmacie chiedono agli ospedali di ridurre di un terzo le prese in carico dirette di pazienti, e perciò si sono dette disponibili a rinunciare ad una parte dei loro emolumenti per la distribuzione dei medicinali. Fin qui, però, la trattativa non è decollata. E dopo un anno si è deciso per lo sciopero, anche se ancora questa mattina i rappresentanti delle farmacie comunali erano in Regione per tentare una intesa in extremis.

Se non ci saranno schiarite nelle prossime ore, comunque, giovedì mattina le farmacie private resteranno chiuse. «Penso che l'adesione sarà molto ampia se non totale. Penso che tutti i nostri colleghi abbiano capito che questa è forse l'ultima carta che abbiamo da giocare», dice ancora Dal Re. Secondo il quale la Regione avrebbe tutto da guadagnare in un maggiore coinvolgimento delle farmacie.

«Continuiamo ad aprire farmacie che non hanno i farmaci, la metà ormai passa dal canale pubblico. L'ultima legge regionale tutela le piccole farmacie, perché si riconosce in loro un presidio. Ma che senso ha tenerle aperte se poi non hanno i farmaci da distribuire? A questo punto chiederemo conto al presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

(Fonte: Agenzia Dire)

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