Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Centro Storico / Via Garibaldi

Il procuratore su scontri antagonisti/polizia: 'Violenza premeditata, aperto un fascicolo'

"La decisione non è stata presa per 'mostrare i muscoli', ma nasce dal fatto che spesso, se si tengono slegati i vari episodi, i processi si allungano e spesso finiscono con la prescrizione"

Il corteo dei collettivi

La Procura di Bologna "ha firmato una richiesta al gip perche' emetta misure cautelari nei confronti di alcuni soggetti coinvolti nei disordini degli ultimi mesi in zona universitaria". Ad annunciarlo è stato  il procuratore capo Giuseppe Amato questa mattina, precisando che è stato aperto un fascicolo in cui sono confluiti 4-5 episodi verificatisi a partire dallo scorso autunno e quindi le proteste contro il caro-mensa e contro i tornelli della biblioteca di Discipline umanistiche di via Zamboni 36. Oggi intanto, alle 17, ci sarà una nuova manifestazione. 

La decisione, come spiega il procuratore, "non è stata presa per 'mostrare i muscoli', ma nasce dal fatto che spesso, se si tengono slegati i vari episodi, i processi si allungano e spesso finiscono con la prescrizione". Invece, unificando una serie di eventi "che vedono coinvolte sempre le stesse persone", è più facile ottenere una sorta di 'corsia preferenziale' in Tribunale.

La scelta della Procura, che nelle indagini sugli ultimi avvenimenti valuta anche "la contestazione del reato di associazione a delinquere, perchè riteniamo che ci sia una strategia di fondo dietro agli episodi degli ultimi giorni", costituisce, secondo Amato, "una risposta a comportamenti inaccettabili" da parte dei collettivi, in primis il Cua, che negli ultimi tempi si sono reso protagonisti di "manifestazioni proditoriamente violente"

Violenza "premeditata", a parere del procuratore capo, che si dice "dispiaciuto per i tanti ragazzi che partecipano in buona fede a queste manifestazioni, diventando strumenti inconsapevoli nelle mani di chi le organizza". Amato coglie, infine, l'occasione per lodare il comportamento tenuto, in questi giorni, dall'Università e, soprattutto, dalle Forze dell'ordine, definito "corretto e pertinente", perchè, conclude, è "legittimo rispondere duramente alla violenza, ed escludo che in questo caso siano stati tenuti comportamenti illegittimi". Intanto, in Tribunale si sta svolgendo l'udienza nei confronti dei due attivisti arrestati ieri, e accusati di resistenza aggravata.

Cgil e Flc-Cgil di Bologna: "Scelta inadeguata fare intervenire la Polizia". In una nota congiunta, Cgil e Flc-Cgil di Bologna, commentano i fatti legati all'università. "La scelta di fare intervenire la polizia per far sgomberare la biblioteca di Discipline umanistiche dell'Università di Bologna è "grave e del tutto inadeguata a risolvere il problema". Lo scrivono, commentando cosi' i disordini degli ultimi giorni in zona universitaria. Per il sindacato, "il problema del conflitto nato a causa dell'installazione dei 'tornelli' alla biblioteca esiste, e va affrontato, ma sicuramente non con queste modalita'". Infatti, si legge nella nota, "sono stati proprio i lavoratori e gli addetti della Biblioteca a segnalare per primi alla dirigenza dell'Universita' il rischio che potesse determinarsi una situazione al limite della sostenibilita', dopo essere stati oggetto di alcuni ripetuti, gravi e inaccettabili episodi di violenza verbale e minacce". E nel ribadire la "piena e ferma solidarieta'" ai lavoratori, Cgil e Flc-Cgil ricordano di aver "chiesto al Rettorato di cercare soluzioni adatte a ricomporre la situazione, tentando innanzitutto di ricostruire un dialogo con gli utenti e gli studenti in protesta e, se necessario, prendendo in considerazione la chiusura temporanea della struttura".

Infatti, tirano dritto i sindacati, "sono molte le biblioteche universitarie che prevedono misure minime di controllo agli ingressi, ma altrove non si e' determinato quanto accaduto al 36 di via Zamboni", dove tra l'altro "queste misure erano state previste nell'ottica dell'apertura fino alle 24, e non precludevano l'ingresso a nessun utente (anche se non studente)".

Tuttavia, la Cgil boccia senza appello "l'approccio muscolare" messo in campo dall'Ateneo, che "lungi dal rappresentare una soluzione positiva del problema, riesce solo ad aggiungere ulteriore tensione", e invita l'Universita', a partire dal rettore Francesco Ubertini, "a riflettere, ripartendo innanzitutto dal coinvolgimento dei lavoratori interessati", che "potrebbero partecipare, se ascoltati, all'individuazione di soluzioni maggiormente condivise e rispondenti allo spirito dell'Università".

(agenzia DIRE) 

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