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Fase tre e rientro a scuola in autunno: al Sabin ordine per moduli prefabbricati

Si tratta del noleggio di due prefabbricati in bioedilizia da installare. Il preside del Salvemini: "Serve un bagno di realtà, la Dad continuerà"

La Città metropolitana di Bologna inizia a muoversi in vista della riapertura delle scuole a settembre. E questa mattina ha deliberato il noleggio di due prefabbricati in bioedilizia da installare a servizio del liceo Sabin di Bologna e dell'istituto Archimede di San Giovanni in Persiceto, in modo da avere maggiori spazi a disposizione per poter fare lezione in sicurezza, in linea col protocollo anti-covid stabilito dal ministero.

E a queste due scuole presto potrebbero aggiungersene altre. E' proprio il delegato metropolitano all'Istruzione, Daniele Ruscigno, a ribadire anche oggi che i moduli temporanei possono essere una delle soluzioni per settembre, insieme all'allungamento dell'orario scolastico, con turni pomeridiani.

"Parliamo di interventi in bioedilizia, non di baracchine- sottolinea, nel corso dell'incontro di questo pomeriggio con i presidenti dei Consigli d'istituto- si tratta di strutture temporanee, ma che potrebbero diventare anche strutturali una volta finita l'emergenza". Ruscigno ribadisce poi che la Città metropolitana, così come i Comuni del bolognese, sono già impegnati nel mappare e cercare spazi per la riapertura delle scuole.

"L'obiettivo principale è limitare la didattica a distanza- afferma il consigliere delegato- ma sono anche certo che arriveranno modifiche al protocollo. In alcuni casi è molto difficile soddisfare le norme al 100%, vista anche la tempistica. Settembre è vicino. Ma spero che i protocolli siano rivisti nei prossimi due mesi, in base all'effettivo stato dell'emergenza".

Esorta invece a fare "un bagno di realtà" il preside del Salvemini di Casalecchio, Carlo Braga, che nel corso dell'incontro fa capire come sia già orientato verso la didattica mista (in presenza e a distanza) per la riapertura a settembre. "Abbiamo tempi strettissimi- sottolinea- se rimangono gli attuali protocolli, senza modifiche, gli spazi delle scuole superiori sono oggi al 50% delle necessità. E anche gli organici assegnati vanno raddoppiati".

Sulla base di questa fotografia, dunque, "bisogna ragionare con senso di realtà e lavorare sul potenziamento della didattica a distanza- sostiene Braga- nella mia scuola, per essere pronto dall'1 settembre, posso solo avere 700 studenti in classe che fanno lezione in sincrono con 700 studenti a casa".

Tra l'altro, fa notare il preside del Salvemini, molti studenti arrivano dalle zone montane e "non posso farli venire scaglionati". I collegamenti erano "già complessi prima dell'emergenza- afferma Braga- ora sarebbe irrealizzabile ed estremamente impopolare per molti studenti". Allo stato attuale, dunque, "non vedo altre strade per le scuole superiori. Ho anche chiesto al Comune spazi limitrofi adeguati, ma la priorità va alle scuole del primo ciclo che hanno più esigenza di fare lezioni in presenza", sottolinea il preside del Salvemini. (San/ Dire)

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