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Cronaca

Febbre del Nilo: 'Virus da sempre presente, può essere asintomatico o causare segni permanenti'

Il paziente ricoverato a Budrio migliora. "In passato non esistevano gli strumenti per diagnosticare la malattia, che può essere asintomatica o portare addirittura alla morte", come rileva il Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica

Notizie confortanti dall'ospedale di Budrio, dove sono stati curati gli unici due pazienti in Italia colpiti dalla Febbre del Nilo nel periodo estivo 2016. Mentre il primo è già stato dimesso, un uomo di 66 anni, è ancora ricoverato. 

"Oggi è sfebbrato e si spera che la malattia sia in regressione" ha detto a Bologna Today Fausto Francia, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl bolognese, spiegando che "purtroppo si tratta di una malattia che può andare da 0 a 100, può essere cioè totalmente asintomatica e diagnosticata solo attraverso un prelievo di sangue, oppure causare gravi encefaliti, segni permanenti o portare addirittura alla morte". 

Contrariamente alla Dengue o alla Chikungunya, forme virali che vengono spesso contratte in paesi esteri, la Febbre del Nilo è presente anche in Italia, infatti il 66enne non tornava da mete esotiche o dall'Egitto "ritengo invece che vi siano sempre stati dei casi ma in passato non esistevano gli strumenti per diagnosticarli" precisa Francia "nè veniva in mente ai medici di prescrivere un esame specifico, poichè i sintomi possono del tutto simili a un'influenza estiva".

In una nota congiunta Ausl-Comune di Budrio, Francia riconosce la prontezza del personale dell'ospedale nella diagosi di una patologia poco conosciuta, "dimostrandosi efficiente ed efficace. Il rischio per i cittadini è nullo in quanto il paziente è stato oggetto di particolari cautele". 

Dal punto di vista della Sanità di Pubblica, "dopo una lotta alle zanzare di tipo larvicida, i Comuni, ad eccezione di quelli di montagna, hanno indicazioni di procedere con interventi adulticidi soprattutto in luoghi di affollamento serale" rende noto il Direttore "mentre siamo molto tranquilli sullo screening sui donatori di sangue, poichè le sacche vengono sottoposte a verifiche secondo un percorso codificato".

SINTOMI E PROFILASSI. La Febbre del NIlo è provocata dal virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. 
I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.
Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.  
Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare (fonte: EpiCentro).

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