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Cronaca

Fentanyl e "droga dello stupro" acquistata sul dark web: tre bolognesi in carcere

Vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, accusate a vario titolo di importazione di droghe sintetiche e spaccio. Maxi blitz dei Carabinieri con 41 indagati

Anche tre bolognesi, vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, tra i 41 indagati nel maxi blitz dei carabinieri per la Tutela della Salute che hanno effettuato perquisizioni in tutta Italia e che ha portato a 39 misure di custodia cautelare, 11 ai domiciliari e 28 in carcere tra Lazio, Emilia Romagna e Campania, accusati a vario titolo di atoriciclaggio, importazione e traffico di nuove sostanze psicoattive

Si tratta di B.G., 56enne, G.L., 58enne, S.P.P., 21enne, tutti con precedenti di polizia e finiti in carcere. I primi due sono accusati di spaccio e importazione di enormi quantitativi dal Canada di Fentanyl, potentissimo oppioide sintetico, ordinato sul dark web, oltre che di coltivazione e vendita di marijuana "all'ingrosso", avendo come tramite un minorenne. Il terzo deve rispondere di importazione dalla Cina di GBL, la cosiddetta "droga dello stupro"

Droga acquistata nel dark web

Le sostanze venivano acquistate online, quasi sempre nel dark web (tranne il Gbl, che in Olanda viene venduto legalmente), e arrivavano spesso per via aerea a Ciampino, o via corriere, nel caso di Bologna, oltre che dall’Olanda anche da Cina, Francia, Croazia, Canada, Polonia e Repubblica Ceca. Poi venivano smistate per la vendita e la distribuzione. Un giro d’affari, come riferisce Roma Today, da 4,8 milioni di euro che si allargava a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale e che ha portato per la prima volta in Italia anche il flualprazolam, un potente tranquillante considerato estremamente pericoloso.

Nelle spedizioni gli investigatori hanno riscontrato la presenza di parecchie sostanze nuove create in laboratorio, con una struttura molecolare simile alle droghe tradizionali o sintetiche (e ancora più pericolosa), ma abbastanza diverse da non rientrare nelle tabelle del Ministero. Ed è qui che i pm Giovanni Conzo e Giulia Guccione hanno “calato” l’asso, contestando oltre all’autoriciclaggio di bitcoin (anche questa una prima volta in Italia) anche il reato previsto all’articolo 440 del codice penale, e cioè la contraffazione o adulterazione di sostanze medicinali. Colmando, di fatto, una lacuna in cui le droghe sintetiche prodotte in laboratorio avrebbero potuto inserirsi.

Clientela d'alto profilo e consegne a domicilio con corrieri

Al centro dell’inchiesta diversi gruppi organizzati in parte già legati ad altre operazioni e sequestri. La droga, una volta ordinata e arrivata, veniva consegnata a persone che fungevano da centri di distribuzione e poi venduta, spesso a clientela d’alto profilo. Che soprattutto in periodo di lockdown la riceveva a casa direttamente da corrieri dipendenti di servizi di home-delivery, che non sapevano di trasportare nei pacchi droghe sintetiche con effetti superiori dell’80% rispetto a quelle più “tradizionali”, potenzialmente letali. Alcune sono state sequestrate nell’ambito di due operazioni sotto copertura: 42 litri di droga dello stupro, pari a oltre 50.000 dosi singole, e poi oltre 1 chilogrammo di sostanza stupefacenti sintetiche in polvere e cristalli tra cui fentanili e cationi sintetici.

Ancora, 8 grammi di eroina pura al 99% da miscelare con il fentanyl e 20 francobolli a base di flualprazolam. Tre importatori, tra cui il gestore di una casa famiglia per minori, è stato arrestato in flagranza: 200 i carabinieri dei Nas impiegati nel blitz di mercoledì mattina insieme con i colleghi sul territorio, i Risultati di Roma, Parma e Napoli, gli elicotteri dei nuclei Pratica di Mare e Pontecagnano e un ufficiale di collegamento dell’Europol.  Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati altri sei litri di Gbl e uno dei trafficanti è stato arrestato proprio in flagranza.

Per approfindimenti leggi anche Dal professore delle medie al dentista: gli insospettabili trafficanti della droga dello stupro

Foto da Roma Today 

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