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Lavori Ferrovia Direttissima, i sindaci: 'Disagi per tre anni'

I sindaci chiedono che vi siano interruzioni della linea nelle ore diurne con la richiesta di opere compensative come risarcimento per i disagi

I lavori sulla linea ferroviaria Bologna-Prato potrebbero comportare disagi per tre anni, così i sindaci degli otto comuni coinvolti in Toscana ed Emilia-Romagna hanno deciso di scrivere a ministero, regioni e RFI chiedendo una modifica al protocollo. 

Nella missiva si chiede la modifica al progetto di RFI di lavori sulla ferrovia Bologna-Prato (Direttissima). Con una lettera inviata al vice-ministro Riccardo Nencini, ai presidenti delle rispettive regioni Stefano Bonaccini ed Enrico Rossi e a Maurizio Gentile, amministrazione delegato di RFI, i sindaci “manifestano sincera preoccupazione per l’impatto dei lavori”, chiedono di modificare e integrare il protocollo d'intesa sottoscritto tra Regione Emilia-Romagna, Regione Toscana e R.F.I. s.p.a. sui lavori programmati tra il 2018 e il 2021.

Gli interventi previsti: adeguamento della linea trasporto merci agli standard europei, con un blocco del servizio nei giorni festivi per l’intera giornata e nei feriali dalle 9.30 alle 16.30, in questo modo si metrrerebbe in difficoltà due vallate, quelle del Bisenzio e del Setta, già sottoposte quotidianamente ad un forte traffico automobilistico.

Sarebbe dunque essenziale per i primi cittadini valorizzare e potenziare i collegamenti appenninici (sentieristica, ciclabili, ferrovia, viabilità slow) per la promozione di una fruizione sostenibile del territorio.

“Siamo convinti che il progetto di RFI possa rappresentare un'opportunità vera di sviluppo per il territorio
- scrivono - solo però se riesce a sostenere anche i bisogni e le politiche di governo volte a implementare gli investimenti in campo turistico, nelle energie rinnovabili, nella mobilità ciclo - pedonale e nell'innalzamento della qualità della vita per i nostri cittadini. Con questo progetto – aggiungono - invece le nostre valli rischiano seriamente una regressione che vanifica gli sforzi di sviluppo finora intrapresi dalle nostre comunità”.

In primo luogo i primi cittadini chiedono non siano previste interruzioni della linea nelle ore diurne - in cui il servizio è più utilizzato da studenti e pendolari - e di mantenere il servizio, anche se in misura parziale, durante i fine settimana. Poi chiedono di migliorare l’accessibilità al servizio ferroviario tramite interventi presso le stazioni (migliorare l’illuminazione, i parcheggi, l’accesso per i diversamente abili), investire sulla comunicazione con i cittadini, sulle barriere anti-rumore e in tutto ciò che porti a migliorare il servizio.

C’è inoltre la richiesta di prevedere opere compensative da attuare sul territorio, sia come risarcimento per i disagi che inevitabilmente la popolazione interessata dovrà subire, sia come investimento per potenziare il trasporto ferroviario per i pendolari e per i turisti. Queste opere potrebbero essere per esempio una pista ciclopedonale che colleghi Vernio a Vaiano, come anche un percorso ciclopedonale che colleghi le stazioni della Valle del Setta con il percorso Eurovelo che si svilupperà lungo la valle del Reno. Per ciò che concerne l’area toscana, inoltre, si chiede vengano aggiunte nuove fermate che permettano alla Direttissima di svolgere un ruolo di metropolitana di superficie.
 

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