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Consulente Fertility-Day: 'Niente di moralistico o fascista, solo consapevolezza'

Eleonora Porcu dell'Unibo, presidente del tavolo consultivo sulla fertilità del Ministero della Salute replica dopo la pioggia di polemiche: "Informazioni per poter scegliere come, quando e se avere dei figli in modo libero"

Tantissime le polemiche sorte per "Fertility Day", la giornata che il Ministero della Salute ha programmato per il prossimo 22 settembre con lo scopo di richiamare l'attenzione dell’opinione pubblica sul tema della fertilltà e della sua protezione. Al centro del progetto la volontà del Governo di sensibilizzare e affrontare temi quali il pericolo della denatalità, la bellezza della maternità e paternità, il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori, l’aiuto della Medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini. 

Ma la campagna di promozione del "Fertility Day" ha fatto esplodere una bufera sui social, con diverse repliche da parte di alcuni personaggi pubblici fra cui lo scrittore Roberto Saviano ("Il Ministero della Salute dovrebbe fare ricerca e rendere accessibile la procreazione per quelle coppie affette da sterilità e non invitare genericamente a fare figli") e, al livello locale, qualche commento al vetriolo da parte per esempio del presidente del cicolo Arcigay Il Cassero Vincenzo Branà ("Quello che più mi fa arrabbiare è che 6 mesi fa ci promettevano una riforma sulle adozioni e invece è arrivato il Fertility Day. Imbroglioni"). 

Eleonora Porcu, presidente del tavolo consultivo sulla fertilità del Ministero della Salute e responsabile del Centro di Infertilità e Procreazione Medicalmente Assistita dell'Università di Bologna-Policlinico S.Orsola-Malpighi è schierata dalla parte del ministro Lorenzin e 'difende' l'iniziativa spiegando perchè è importante che venga portata avanti come momento di informazione e prevenzione. 

Si aspettava una clamore di questo tipo? Cosa è successo, qualcosa è stato male interpretato?

"Questa pioggia di reazioni negative è stata assolutamente una sorpresa. Il primo messaggio che voglio dare è che i cittadini (cittadini e non pazienti) devono avere la maggiore informazione possibile per poter scegliere come, quando e soprattutto se avere dei figli in modo assolutamente libero e in base alle proprie priorità. Non c'è niente di moralistico e non c'è niente di fascista come ho letto in giro, solo una reazione alla consapevolezza della poca e della cattiva informazione. Molte delle coppie che si rivolgono a me dimostrano infatti di non conoscere il funzionamento del proprio apparato riproduttivo.Meccanismo che comunque è molto complicato, soprattutto per quanto riguarda la donna".   

L'argomento fertilità è un tabù? Se non se ne parla abbastanza si cercano risposte sul web? Con quali rischi?

Nelle piazze si può parlare di colesterolo mostrando arterie occluse, facendo prevenzione, creando momenti di incontro con i medici e sulle tematiche legate alla fertilità no? Perchè mai? Guardate che noi noi stiamo dicendo che il Fertility Day significa prendere parola e dire: fate figli! Vogliamo mettere al corrente la cittadinanza delle malattie infettive che possono chiudere le tube, delle modalità di trasmissione di tali virus...insomma fare pura prevenzione! Il rischio di non parlarne con gli esperti sfocia appunto nella ricerca sul web: non è cosa rara cadere nelle mani di chi specula sulla fertilità, di chi promette cure miracolose o prescrive farmaci inutili se non dannosi. Ricordiamoci che la medicina non può dare un figlio a tutti e che non esiste una bacchetta magica nell'ambito della riproduzione assistita". 

Secondo lei tali reazioni sono derivate dall'argomento oggetto della sensibilizzazione o da un errore proprio nella campagna?

"Non sono la persona adatta a dare giudizi sulla comunicazione, il mio mestiere è un altro. In generale gli slogan non mi piacciono molto, ma vedere tali reazioni nella fase preliminare delliniziativa mi ha lasciata sorpresa: non stiamo dicendo che bisogna fare dei figli entro i 30 anni d'età (e che bisogna farli), diciamo solo che che quello è l'apice della fertilità: oltre non c'è un baratro, ma un calo. Fra l'altro i tempi fortunatamente per la donna sono cambiati, non c'è più quell'obbligo di maternità che era tipico di qualche decennio addietro. Le interpretazioni che sono state date mi sembrano feroci e come costruite a tavolino"

Ha parlato di infezioni che arrivano ad ostacolare la gravidanza. Quali i nemici della fertilità dal punto di vista genetico e di quello delle malattie acquisite? 

"Un conto sono le malattie di tipo genetico: un esempio per tutti la sindrome di Turner, per cui mancando una x nei cromosomi della donna e la conseguente assenza di ovuli, risulta impossibile avere dei figli. E poi tante altre alterazioni genetiche. Un conto sono quelle infezioni (di solito pelviche e trasmissibili sessualmente) che danneggiano l'apparato riproduttivo: per esempio la clamidia, che può anche non dare sintomi".

Quindi quando (e se) si decide di cercare un bambino esistono degli esami che ci dicano se ci sono possibilità?

Consiglio uno screening. Per gli uomini uno spermiogramma, per le donne degli esami ormonali (semplici esami del sangue sugli FSH e gli AMH) e il monitoraggio follicolare. 

ELEONORA PORCU. Dal 1990 è responsabile del Centro di Sterilità e Fecondazioni Assistite del Servizio di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell'Ospedale S.Orsola, dove ha eseguito 3915 trattamenti di fecondazione assistita .
Dall'Anno Accademico 1992-93 le viene riconosciuta dal Consiglio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bologna la Qualifica superiore di Aiuto.
Dall'Anno Accademico 1993-94 è coordinatore del Corso di Perfezionamento teorico-pratico di Fecondazione Assistita dell'Università di Bologna. Dal 1994 è direttore del Centro per lo studio della diagnosi e della terapia della sterilità coniugale dell'Università di Bologna.
Nel gennaio 2001 viene nominata componente della Commissione del Ministero della Sanità su "Crioconservazione degli ovociti". 





 

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