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Vertenza Fiac a Sasso: trasferimento azienda scongiurato, rimane la protesta

Lo ha deciso l'assemblea dei lavoratori. Nei giorni scorsi si era paventato il rischio di spostamento della sede a Torino

Nonostante l'impegno dell'azienda a confermare il ritiro della procedura di trasferimento collettivo, prosegue la mobilitazione dei lavoratori della Fiac di Pontecchio Marconi.

Lo ha deciso l'assemblea sindacale che si è tenuta al termine dell'incontro di ieri in Regione, nel corso del quale la società ha assicurato il ritiro della procedura di trasferimento dei 160 dipendenti e della produzione nello stabilimento di Torino annunciata nelle scorse settimane.

Un fulmine a ciel sereno seguito dalle proteste dei dipendenti e dalla proclamazione di una serie di scioperi a scacchiera per protestare contro quello che la Fiom ha bollato come uno strategemma per aggirare il divieto di licenziamento previsto dai decreti per arginare la crisi economica legata all'emergenza Covid-19.

"La prossima settimana sarà convocato un nuovo incontro al quale le istituzioni hanno chiesto la presenza della proprietà, Atlas Copco Italia, per discutere di un progetto alternativo al trasferimento e alla chiusura", informano la Fiom e la rsa di Fiac.

"L'assemblea dei lavoratori ha deciso all'unanimità di proseguire con gli scioperi articolati, il presidio ai cancelli e dando appuntamento venerdì 5 giugno per il corteo che dalla fabbrica raggiungerà la piazza di Sasso Marconi. La vertenza sarà lunga e non lasceremo nulla di intentato", assicura il sindacato. (Vor/ Dire) 

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