Bruzzone Fiera Bologna: "Bruciati milioni di euro, eventi già in programma"

Il direttore della Fiera di Bologna commenta le nuove misure previste con il decreto in vigore dal 26 ottobre

Aperte fino a ieri pomeriggio, oggi per le fiere italiane è arrivata la doccia fredda della chiusura prevista dal Dpcm firmato oggi dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. E i quartieri non l'hanno presa bene, perché dopo il via libera della scorsa settimana, stavano già predisponendo le prossime manifestazioni.

"Dallo scorso lockdown il sistema fiere a oggi ha avuto solo la possibilità di indebitarsi grazie al decreto liquidità. Non abbiamo avuto nessun significativo ristoro delle perdite subite in tutto il dramma pandemico", premette il vicepresidente di Aefi (l'associaizone che raccoglie le principali società fieristiche italiane) e direttore generale della Fiera di Bologna, Antonio Bruzzone.

"In più, con il cambio repentino dal Dpcm della scorsa settimana a quello di oggi, il sistema fieristico ha bruciato decine di milioni di euro. In questa settimana i quartieri hanno continuato a lavorare: noi abbiamo organizzato Skipass a Modena 250 con espositori, Parma ha preparato Mecspe con mille aziende con gli stand pronti. Tutte manifestazioni già allestite: abbiamo spostato 48 tir di materiale. Rimini ha già organizzato Ecomondo con 600-700 aziende presenti", snocciola Bruzzone.

Solo in Emilia-Romagna, "abbiamo bruciato più di 40 milioni di euro di fatturato", scandisce il manager. "Salutiamo con sollievo la promessa del premier e del ministro degli Esteri su un fondo perduto per il settore, sperando che questa volta la promessa si trasformi in realtà, perché a oggi a Bologna abbiamo avuto 300mila euro a fondo perduto a fronte di 150 milioni di fatturato perso", conclude Bruzzone. (Dire)

Conte firma il nuovo decreto: dal 26 ottobre bar e ristoranti chiusi alle 18

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