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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Nelle zone alluvionate arriva Figliuolo, intanto primo summit della task force

Un vertice con gli amministratori delle zone colpite poi il sorvolo sulle aree più colpite dal maltempo: questo il programma che la prossima settimana attende il commissario alla ricostruzione

Un vertice con gli amministratori delle zone colpite poi il sorvolo sulle aree più colpite dal maltempo: questo il programma che la prossima settimana attende il commissario alla ricostruzione  Nelle zone alluvionate arriva Figliuolo, intanto primo summit della task force

Il commissario alla ricostruzione, generale Francesco Paolo Figliuolo, arriverà in Emilia-Romagna lunedì 3 luglio. Nella Terza Torre della Regione incontrerà gli amministratori delle aree colpite dall’alluvione e le parti sociali riunite nel Patto per il Lavoro e per il Clima, alla presenza del presidente Stefano Bonaccini. 

Si procederà, nel pomeriggio, con il sorvolo nelle aree colpite, per poi, alle 16, assieme al presidente e alla vicepresidente con delega alla Protezione civile, Irene Priolo, incontrerà la stampa. 

Dopo le fumate bianche, la nomina di Figliuolo, già Commissario straordinario per l’attuazione delle misure di al Covid, ha animato la discussione politica in città, con i partiti di Governo, a Roma, che hanno difeso e lodato la scelta, e quelli locali meno entusiasti. 

Prima riunione in Città metropolitana

Primo incontro ieri della task force per il dissesto idrogeologico voluta dalla Città metropolitana di Bologna
per la definizione di un piano di adattamento all'emergenza climatica costituita dalla Città metropolitana a fine maggio, dopo gli eventi alluvionali.

Alla riunione hanno partecipato il sindaco Matteo Lepore, il vicesindaco metropolitano Marco Panieri, i consiglieri delegati Daniele Ruscigno, Paolo Crescimbeni e le consigliere delegate Sara Accorsi e Simona Larghetti, l’assessore Daniele Ara del Comune di Bologna. E ancora, il Capo di Gabinetto Sergio Lo Giudice, il Direttore Generale di Comune e Città metropolitana, dirigenti e tecnici della Città metropolitana, del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, rappresentanti di ARPAE, Consorzio della Bonifica Renana, Hera e docenti dell’Università di Bologna.

Tra i principali temi emersi la necessità di ripensare alle scelte di pianificazione territoriale e di regolamentazione urbanistica; individuare i criteri per una nuova ricostruzione della rete stradale; la necessità di una nuova consapevolezza nella gestione delle acque e delle reti idriche; studiare la mappatura delle frane in corso e delle zone allagate e compararle alle mappe di previsioni di rischio; l’attenzione alle connessioni fra agricoltura, eventi franosi e fabbisogno idrico; la riorganizzazione dei piani comunali di protezione civile; il rafforzamento della governance e delle sinergie fra i diversi enti che operano sul territorio; affrontare la questione del sistema delle condutture e dello smaltimento dei rifiuti; lavorare a un Piano di adattamento ai cambiamenti climatici.

Soddisfatto  il sindaco Matteo Lepore che ha sottolineato come sia “importante avere un coordinamento tra tutti i soggetti che sul territorio si occupano di questi specifici temi: dalla pianificazione alla gestione dei servizi, dallo studio del fenomeno del cambiamento climatico alla riflessione su come poter attrezzare il territorio a prevenire e affrontare situazioni analoghe a quelle di inizio maggio. Grazie ancora a chi ieri ha partecipato e a chi nelle prossime settimane si metterà al lavoro insieme a noi sui temi urgenti emersi, per aggiornare i piani di adattamento e prevenzione. Offriremo questo nostro contributo alla Regione e al Commissario Figliuolo perché non è possibile ricostruire le zone alluvionate come prima. Occorre usare le risorse della ricostruzione mettendo in campo un importante piano contro il dissesto idrogeologico e nuovo modo di irreggimentare le acque tutelando le nostre comunità”.

La task force lavorerà nelle prossime settimane per gruppi tecnici ristretti, affrontando le diverse tematiche emerse dal primo confronto di ieri.

Bonaccini: "Abbiamo collaborato bene durante la pandemia"

"Avevamo proposto una collaborazione istituzionale che valorizzasse i territori e il rapporto diretto con cittadini e imprese, come avvenuto con la ricostruzione post sisma dell'Emilia nel 2012 - aveva commentato Bonaccini - E lo avevamo fatto insieme ai sindaci, alle associazioni economiche e alle organizzazioni sindacali, con una voce sola. Prendiamo atto che il Governo, dopo due lunghi mesi di gestazione, ha scelto invece un modello centralistico. Una scelta che reputiamo sbagliata ma che, ad ogni buon conto, vede la nomina di una persona con cui abbiamo collaborato bene durante la pandemia, quella del generale Francesco Figliuolo. Resta da capire con quali strumenti e quali risorse potrà agire da domattina il nuovo Commissario, perché è chiaro che non c'è un minuto da perdere per recuperare il tempo trascorso. Al di là di ogni questione, l’obiettivo su cui collaborare e concentrare ogni sforzo è uno solo: indennizzare subito, al 100%, famiglie e imprese alluvionate, rimettere in sicurezza il territorio riparando argini e strade, far ripartire la Romagna. Siamo pronti a lavorare insieme al nuovo Commissario". 

Priolo: "Non sappiamo quali saranno i compiti del generale"

"Dobbiamo fare manutenzione in maniera differente rispetto al passato, a partire dalla collina", avverte la vicepresidente della Regione con delega ambientale, Irene Priolo "Non sappiamo ancora quali saranno i compiti del generale Figliuolo. Abbiamo fretta di comprenderlo, ma probabilmente nemmeno lui sa al momento i compiti precisi che gli verranno attribuiti". Un nodo su tutti: appunto come verrà intesa la ricostruzione. Di sicuro "non si può rifare tutto come prima", insiste Priolo. La quale non evita il problema della risorse da stanziare: la prima richiesta avanzata dalla Regione, 1,9 miliardi, sono "per mettere una pezza, non per ricostruire". Ma "se troviamo i soldi in emergenza perché non investiamo in prevenzione?", si chiede. La Regione, in ogni caso, si avvarrà di una propria commissione tecnico scientifica, "per curare il territorio meglio di prima. Quello che stiamo vivendo in Emilia-Romagna mi auguro sia l'occasione per affrontare in maniera seria la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici".

L'incontro è stato voluto dai Verdi per fare chiarezza sulle responsabilità addossate agli ambientalisti: "Siamo diventati il capro espiatorio dell'alluvione, ma se non apriamo gli occhi sul cambiamento climatico si preparano altri disastri", ha detto la consigliera regionale dei Verdi Silvia Zamboni. Ma sul banco degli imputati si sente collocata anche la Regione, come suggerisce Priolo. Ma "se quello che è capitato in Emilia-Romagna fosse accaduto altrove siamo sicuri che non avremmo avuto molti più morti? Qui non partiamo da zero", assicura la vicepresidente "il nostro timore è che come capita spesso in Italia quando finiscono gli onori delle cronache tutto torni come prima. Chi parla più di quello che è successo nelle Marche? E' passato meno di un anno".  

Chi è il generale Francesco Paolo Figliuolo

Nato a Potenza nel 1961,  ha conseguito tre lauree, in Scienze politiche presso l'università di Salerno, in Scienze strategiche e relativo Master di secondo livello presso l'università di Torino e in Scienze internazionali e diplomatiche presso l'università di Trieste. Ha iniziato la sua carriera come ufficiale di artiglieria da montagna presso il Gruppo Artiglieria “AOSTA” in Saluzzo e poi come Comandante nella sede di Fossano. In ambito internazionale è stato Comandante del Contingente nazionale in Afghanistan, nell’ambito dell’operazione ISAF e Comandante delle Forze NATO in Kosovo dal 2014 al 2015. Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa, dal 2018 è stato Comandante Logistico dell'Esercito. Dal 2021 al 2022 è stato Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19. Tra le numerose onorificenze di cui è stato insignito si ricordano la Decorazione di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, la Croce d’Oro ed una Croce d’Argento al Merito dell’Esercito, NATO Meritorious Service Medal e Legion of Merit degli Stati Uniti d’America. Nel 2022 il militare ha pubblicato, in collaborazione con B. Severgnini, il testo autobiografico Un italiano. Quello che la vita mi ha insegnato per affrontare la sfida più grande. Fonte: Treccani)

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