Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Droga dalla Spagna, da Finanza maxi-sequestro e 19 arresti

Il capoluogo emiliano uno dei gangli della rete di narcotraffico che riforniva l'Europa di hashish e marijuana

Un totale di 19 persone è caduto nella rete intessuta dalla Guardia di Finanza in colaborazione con i loro omologhi di Spagna, Germania e Francia, nello smantellamento di una rete internazionale dedita al traffico di stupefacenti. Sequestrate oltre cinque tonnellate di hashish e marijuana, e più di 500mila euro in contanti. Non solo: sigilli apposti anche a numerose armi da fuoco, metalli preziosi, immobili, barche, veicoli e attrezzature per la lavorazione degli stupefacenti.

Le indagini nei vari paesi europei coinvolti sono state condotte dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bologna (Italia), dalla Bayerisches LKA (Germania), l'Unidad Orgánica de Policía Judicial de Cádiz della Guardia Civil (Spagna), la sezione di ricerca della Gendarmeria di Reims (Francia).

Quanto agli arresti, otto sono stati condotti in Italia e undici in Spagna: manette a sette cittadini italiani, sei cittadini spagnoli, cinque tedeschi e un cittadino russo). Lo stupefacente veniva trasportato dal Marocco verso la Spagna utilizzando imbarcazioni dotate di doppi scafi appositamente creati per occultare lo stupefacente che veniva poi ridistribuito in Italia, Germania e Austria. A seguito dello svolgimento di operazioni congiunte sono stati sequestrati pacchi postali contenenti stupefacente indirizzati in Germania nonché diverse autovetture cariche di hashish dirette in Italia

Il gruppo criminale organizzato, aveva la sua base operativa nella provincia di Cadice, in Spagna, ed era coinvolto nel traffico di enormi quantità di hashish e marijuana dirette al mercato europeo, nell’ambito delle operazioni chiamate "Maestro", "Turbofan" e "Undertaker".

Per dirigere in maniera comune le indagini, è stata costituita nel novembre 2016 una squadra investigativa comune (JIT)* tra la Germania, Spagna e Francia. Essenziale si è rivelato il supporto e la consulenza fornita da Eurojust per evitare conflitti di giurisdizione. Infatti, una delle riunioni di coordinamento tenuta presso la sede dell’Aja è stata dedicata a concordare quali autorità giudiziaria avrebbero dovuto perseguire i differenti aspetti delle indagini. Sebbene l'Italia e l'Austria non facessero parte della JIT, il livello di cooperazione all'interno e all'esterno della SIC si è rivelato eccellente.

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