Sequestrato capitale sociale della società Sei

L'ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta per distrazione

È stato eseguito oggi il sequestro preventivo dell'intero capitale sociale della Sei spa, disposto dal gip di Bologna, Alberto Ziroldi, su richiesta della Procura, nell'ambito di un procedimento penale a carico dei componenti del consiglio di amministrazione della Seci spa, holding del Gruppo Maccaferri, e dei soci e amministratori della stessa Sei.

L'ipotesi di reato per cui si procede, spiega la Procura,  è bancarotta fraudolenta per distrazione dopo che, lo scorso febbraio, la stessa Procura "aveva avanzato al Tribunale per le imprese richiesta di declaratoria del fallimento della Seci". Le indagini delegate al Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza oltre ad "aver evidenziato la preesistenza di una condizione di incapacita' economica di Seci  - dettaglia la Procura- si sono incentrate su un'operazione di scissione risalente al 2017, in virtù della quale numerosi asset immobiliari e partecipativi sono stati trasferiti in favore della neocostituita Sei, estranea al Gruppo Maccaferri, ma il cui capitale sociale è interamente detenuto dagli indagati". Il valore delle proprietà immobiliari trasferite è di "circa 57.639.632,56 euro, valore netto depurato dei debiti contestualmente fatti gravare sulla società neocostituita Sei spa". 

l gip, accogliendo la tesi degli inquirenti, ha quindi "ritenuto che sia stato indebitamente diminuito, per lo stesso valore, il patrimonio di Seci, a danno dei creditori". L'operazione di scissione ha così prodotto "il consapevole depauperamento dei diritti dei creditori, risultando di natura distrattiva e, quindi, penalmente inquadrabile nell'ipotesi della bancarotta fraudolenta patrimoniale, perseguibile anche nella fase di istruttoria prefallimentare".

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Il sequestro del capitale sociale di Sei spa e del relativo patrimonio aziendale è dunque "finalizzato - tira le somme la Procura - ad impedire ulteriori pregiudizi in danno delle ragioni dei creditori Seci che potrebbero derivare da atti di disposizione su quei beni", prospettiva che per il gip "ha sostanziato l'urgenza di provvedere a istituire il vincolo di indisponibilità". L'attività, concludono dalla Procura, è stata resa possibile "dall'approfondito impegno della Guardia di finanza, che ha consentito di ricostruire vicende economiche particolarmente complesse, anche in ragione della pendenza di procedure concorsuali, in relazione alle quali si è in attesa delle decisioni del Tribunale fallimentare".

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