Si dichiarano mamme vedove o sole, ma solo per convenienza: il Comune le 'studia'

L'assessore alla Casa, Virginia Gieri in commissione: "Molti nuclei monogenitoriali che in realtà hanno una situazione diversa rispetto a quella dichiarata"

Vedove o mamme sole, che però in realtà convivono con qualcuno e non lo dichiarano per non perdere qualche vantaggio. Sono i casi su cui intende accendere i fari il Comune di Bologna. Ci sono "molti nuclei monogenitoriali che in realtà hanno una situazione diversa rispetto a quella dichiarata". Ha detto l'assessore alla Casa, Virginia Gieri, intervenendo nei giorni scorsi in commissione. La condizione di famiglia monogenitoriale, dunque, in questi casi è tale solo "dal punto di vista statistico e anagrafico", spiega l'assessore.

Ad esempio, si parla di mamme sole o "vedove che in realtà convivono, ma nello stato di famiglia non lo esplicitano- continua Gieri - magari per non perdere la pensione di reversibilitè". E la monogenitorialità nell'erogazione dei servizi "puo' incidere", spiega l'assessore: nelle assegnazioni Erp, ad esempio, "essere una mamma sola con dei bambini o un'anziana sola, nei criteri aiuta".

L'assessore precisa che il Comune non ha in programma particolari azioni di controllo sul tema, ma dal punto di vista "sociologico" la cosa dev'essere affrontata: "C'e' una riflessione da fare su questo perchè quando applichiamo i nostri strumenti dobbiamo essere consapevoli della realtà", sottolinea Gieri.

L'assessore ha toccato il tema durante la presentazione, in commissione, della ricerca sulle graduatorie comunali svolta, su iniziativa di Palazzo D'Accursio, dal dipartimento di Sociologia dell'Università.. Oggi "c'è una lista vera di persone che hanno bisogno dell'edilizia pubblica e di sostegno abitativo", commenta Gieri: insomma la lista e' "sempre più pulita", anche i controlli dimostrano che sostanzialmente chi e' in attesa ha "autenticamente" bisogno di un alloggio pubblico.

Un altro elemento di riflessione riguarda gli stranieri: la "tanto discussa" norma sui tre anni di residenza "non ha invertito il trend nelle assegnazioni", rileva l'assessore, perche' semmai "ha colpito soprattutto i migranti interni", cioe' italiani, che continuano ad arrivare in gran numero a Bologna e sono "piu' mobili" di quelli stranieri. Ad ogni modo, sull'offerta di Erp "c'e' molto lavoro da fare", conferma l'assessore: serve "un'accelerata ai ripristini" degli alloggi e anche una spinta di "nuova edilizia" popolare.

E poi c'e' da migliorare l'intervento sul fronte affitto, "che oggi stenta molto", riconosce l'assessore, intenzionata a "studiare tutti quegli elementi che finora hanno impedito di dare le risposte che pensavamo di poter dare con vari strumenti, che vanno da Ama ai canoni calmierati".

Dal Pd, il capogruppo Claudio Mazzanti tira in ballo anche le coop a proprieta' indivisa: ad ogni bando "molti alloggi restano invenduti, perche' non ce la si fa con gli anticipi necessari ad abbattere i mutui e poi con i canoni". Dunque, bisognerebbe aprire "un discorso con le coop e con la Regione per riuscire a mettere anche quegli alloggi sulla piazza", afferma Mazzanti. Intanto, per il dem c'e' "il rischio che la nuova legge regionale sull'Erp produca problemi nella gestione patrimoniale" delle aziende, perche' "vanno fuori quelli che pagano di piu', avendo redditi piu' alti pur non essendo ceti ricchi". Con due avvisi, intanto, l'Inps gestione immobiliare (Igei) segnala la disponibilita' per l'affitto di 18 appartamenti di proprieta' Inps tra via Galliera, Montebello e Milazzo: otto di questi rientrano nella quota riservata a chi ha ricevuto un provvedimento di sfratto per finita locazione, ma non per morosita'.

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