Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Finto 'Bio' dalla Sicilia al Nord Europa, controlli anche a Bologna

Le Fiamme Gialle hanno perquisito un laboratorio chimico per cercare riscontri sulle alterazioni dei risultati volti a ottenere certificazione biologica e conseguenti finanziamenti comunitari

Erano certificate come 'biologiche', ma inondavano il mercato del Bio anche con materie prime coltivate con i fertilizzanti chimici di aziende convenzionali. E' finita anche un'azienda di Bologna nella rete tessuta dall'operazione 'Simbiosi' della Guardia di Finanza di Modica e Ragusa, che ha portato alla denuncia di 9 titolari di azienda per frode in commmercio e truffa aggravata ai danni dello stato.

Le Due Torri sono toccate marginalmente dal sistema di frode, che comunque secondo gli inquirenti ha permesso di incassare un milione di euro da parte dei suoi promotori, tutti gravitanti nell'area tra Modica e Siracusa.

Nella fattispecie, nel capoluogo emiliano i finanzieri hanno acquisito carte e materiale utie a dimostrare l'alterazione "dei risultati delle analisi chimiche eseguite su campioni di prodotti", quindi confezionati ed etichettati con la tipica raffigurazione della “fogliolina verde”, per essere destinati alla grande distribuzione ad un prezzo notevolmente superiore rispetto a quello di acquisto e/o di produzione, oppure venduti come materia prima “Biologica” all’industria di imbottigliamento locale.

Le partite di 'finto Bio', venivano così certificate come biologiche, e vendute finanche nei paesi del Nord Europa: tra il 2015 e il 2017 secondo i riscontri delle Fiamme Gialle, avrebbero fruttato circa 8 milioni di euro, ricevendo oltretutto indebitamente contributi e agevolazioni economiche dalla comunità europea per un milione di euro.

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