Esondazione Reno nella bassa bolognese: "Danni per milioni"

Inizia la conta dei danni dopo i giorni dell'emergenza. Bonaccini chiede lo stato di calamità: "Fondi per il risarcimento dei beni che dovessero rimanere esclusi dalle norme nazionali"

Ieri vertice in Prefettura per l'esondazione del Reno che ha colpito i comuni del bolognese, in particolare Castel Maggiore: "Chiederemo al Governo lo stato di emergenza nazionale. Adesso è il momento di pensare alle persone e alle famiglie, e dico fin d’ora che tutti i cittadini colpiti verranno aiutati a tornare nelle proprie case e che saranno risarciti dei danni subiti, che per molti appaiono già ingenti - ha detto il Presidente della Regione Stefano Bonaccini che ha ringraziato forze dell'ordine e volontari che hanno svolto un duro lavoro in questi gioni - la Regione farà come sempre la sua parte, sia stanziando fondi sia velocizzando il più possibile le procedure, comunque legate al rispetto di norme nazionali".

Castel Maggiore: il fiume Reno rompe gli argini - VIDEO

Esondazione Reno nella bassa bolognese: "Danni per milioni"

Centinaia di ettari di coltivazioni seminati a grano e anche i terreni preparati per le bietole e il mais sono stati compromessi dall'esondazione. L'allarme lo lancia Coldiretti: "Non si può vivere e lavorare perennemente nell'emergenza. Gli enti territoriali responsabili della manutenzione della rete fluviale devono farsi un esame di coscienza: è inaccettabile un cantiere 'aperto' nei pressi dell'argine maestro di un fiume in pieno inverno" ha dichiarato la presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Eugenia Bergamaschi.

Da un primo esame sono stati colpiti, secondo Coldiretti, oltre 200 ettari di terreno agricolo coltivato soprattutto a seminativo ed è stata allagata anche la cantina sociale di Argelato. In pratica "i terreni erano già stati preparati e l’alluvione ha distribuito sui campi fango frammisto a rami, sassi e rifiuti che renderanno il terreno inutilizzabile nell’immediato futuro".
Stiamo rilevando i danni insieme con i nostri tecnici e nostri associai per verificare se ci sono le condizioni per chiedere lo stato di calamità – ha detto la presidente Valentina Borghi – tuttavia ciò che si è verificato sul Reno ci deve far riflettere sulla necessità di una rigorosa prevenzione.. Bisogna avere gli strumenti per intervenire con celerità proprio per evitare questi disastri. Purtroppo i cambiamenti climatici provocano eventi estremi con sempre maggiore frequenza e il territorio, a partire dagli argini dei fiumi, deve essere in perfetta efficienza per evitare il più possibili danni che si ripercuotono sull’agricoltura, sull’ambiente e su tutta la collettività mettendo anche a rischio la vita delle persone”.

Antisciacallaggio

70 Carabinieri impegnati nel servizio antisciacallaggio nei comuni colpiti. Sono stati messi in campo 30 Carabinieri del Quinto Reggimento Emilia-Romagna e 40 del Comando provinciale di Bologna e delle Compagnie attive nei comuni interessati, che sono Castel Maggiore, Argelato e Castello d'Argile.

Maltempo a Bologna e danni, i risarcimenti

Il presidente della Regione annuncia la "massima disponibilità a mettere a disposizione fondi regionali per il risarcimento dei beni che dovessero rimanere esclusi dalle stesse norme nazionali, come le auto, qualora servisse, come abbiamo fatto in altri territori anche di recente. Chiederemo al Governo lo stato di emergenza nazionale, cui seguirà lo stanziamento di risorse da parte del Consiglio dei ministri. L’Agenzia regionale di Protezione civile procederà al più presto con la conta dei danni, sia per la parte privata che per la parte pubblica, non appena sarà possibile farlo, così come possiamo già dire che il ripristino della viabilità e delle arginature comporterà investimenti importanti: ma la Regione, anche sui fondi necessari, ribadisco che farà tutto ciò che serve. Lo ripeto: siamo al fianco degli amministratori locali e delle persone colpite”.

All’incontro in Prefettura a Bologna, oltre al prefetto, Patrizia Impresa, hanno preso parte il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Mainetti, il sindaco Virginio Merola, i vertici delle Forze dell’Ordine, il comandante dei Vigili del fuoco, gli amministratori locali, fra cui le sindache di Castel Maggiore e Argelato, Belinda Gottardi e Claudia Muzic, i due comuni maggiormente colpiti dall’esondazione del fiume Reno".

La situazione dei fiumi

Sta scendendo sotto i livelli di allarme, anche se con un deflusso molto lento, la piena del Reno, nel bolognese, dove ieri la rottura della breccia del fiume ha provocato la fuoriuscita dell’acqua nel comune di Castel Maggiore e in quello di Argelato.  Esondazione che, tra le ultime ore della notte e le prime ore del mattino, ha interessato anche parti dei comuni di Castello d’Argile e San Giorgio di Piano.

Sono già stati ultimati gli interventi più urgenti di chiusura della breccia, pertanto l’acqua sta ora lentamente defluendo in campagna attraverso i canali di bonifica. I Comuni, in raccordo con l’Agenzia regionale di Protezione civile e la Regione, continuano ad assicurare l’assistenza ai cittadini e i primi rientri nelle abitazioni, là dove possibile. Al lavoro da subito l’intero sistema di Protezione civile, con uomini, mezzi e volontari, che assieme a Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco assicurano il presidio del territorio e il supporto alla popolazione. Complessivamente, sono state organizzate circa 30 squadre di volontari per interventi di svuotamento, pulizia, assistenza alla popolazione, presidio e vigilanza.

I residenti colpiti a Castel Maggiore "danno la colpa agli argini".

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Esondazione fiume Reno a Bologna: i Comuni coinvolti

Circa 350 i residenti coinvolti nel comune più colpito, quello di Castel Maggiore, per 160 famiglie: di queste persone, 80 si sono state registrate al centro di accoglienza per ricevere assistenza, 55 alloggiate in albergo e altre hanno optato per l’autonoma sistemazione. Ad Argelato ci sono state 120 persone evacuate e la frazione di Funo ha accolto 50 persone nel centro di accoglienza allestito ieri. Sono rientrati gli abitanti di Malacappa, evacuati precauzionalmente. Negli altri comuni risulta al momento qualche decina di case isolate a seguito dell’allagamento delle strade.

Oggi, nel Comune di Argelato è attivo un punto di coordinamento per gli interventi dei Vigili del fuoco. Squadre di volontari sono già state messe a disposizione dal sistema regionale del volontariato di Protezione civile per operare coordinati sempre dai Vigili del fuoco. A questo si affianca un punto informativo dedicato ai cittadini, presso l’ufficio tecnico del Comune.

Altre squadre con kit specialistici per la pulizia delle abitazioni e delle strade (pompe per acqua e fango, lance con serbatoio acqua) sono state attivate da tutto il territorio regionale per rispondere alle esigenze che verranno definite. Oltre all’impiego di volontari, attivati per il presidio dei punti di accesso all’area interessata dall’alluvione, che operano in supporto alla Polizia locale dell’Unione dei Comuni.

"Stiamo cercando di salvare il possibile"- Le inetrviste

Al centro di accoglienza di Castel Maggiore da oggi è poi attivo uno sportello sociale dedicato all’ascolto delle esigenze della popolazione, gestito da operatori sociali del sistema regionale in supporto agli operatori locali. Allo sportello sociale è presente anche un vigile del fuoco per il raccordo con gli interventi operativi.

Nel comune di Bologna, in zona Borgo-Reno, si lavorerà ora allo svuotamento del fango nelle case i cui scantinati e piani inferiori sono stati allegati.

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