Altra tragedia sfiorata nel Reno, in due rischiano di annegare: "La zona è 'abitata', e nel lockdown almeno tre furti"

Recuperati due soggetti, visibilmente alterati. A poche ore di distanza dal tragico esito dell'altro giorno, quando un 38enne è annegato. Il titolare del vicino circolo tennis: "Qua pattugliamenti ci sono, ma solo di giorno"

Nuovo intervento di soccorso notturno sul lungo Reno. A poche ore di distanza dal tragico esito dell'altro giorno, dove un 38enne cittadino ucraino è annegato mentre stava cercando in compagnia del fratello, questa notte è stata la volta di altre due persone, bloccate su degli arbusti al largo del letto del fiume e salvate in extremis dai vigili del fuoco.

Il tutto si è svolto intorno all'una di questa notte, nella sponda opposta a quella del tragico episodio precedente. E' stato un terzo uomo, in compagnia dei malcapitati, ad allertare il personale nel vicino circolo tennis di via Vighi, e la chiamata è arrivata alla macchina dei soccorsi. Sul posto, oltre a una squadra di pompieri e al Nucleo sommozzatori, è arrivata anche la polizia con l'ausilio del 118.

I due, in visibile stato di alterazione alcoolica al momento dei soccorsi, sono stati identificati poi in un 48enne cittadino polacco e un 31enne cittadino ucraino, e infine denunciati per oltraggio a pubblico ufficiale e sanzionati per ubriachezza molesta, dacché anche nelle fasi dei soccorsi non hanno smesso di insultare gli operatori.

Due episodi ravvicinati, quello di ieri e quello di oggi, che fanno ritornare di attualità il tema della frequentazione notturna delle sponde del fiume Reno. A parlare a Bolognatoday è Marco Gnani, titolare del vicino centro sportivo dal quale è partita la richiesta di soccorso.

"La zona qui è molto frequentata, soprattutto di notte, dove anche se non si vedono luci, si sentono voci -spiega Gnani- e la sicurezza non è il massimo. Di giorno si vede passare sulle sponde qualche pattuglia della Polizia Locale" ma è di notte che l'argine si anima di persone, non sempre animate da buone intenzioni.

"La zona non è illuminata e non ci sono telecamere: durante il periodo del lockdown -commenta ancora il titolare del circolo- abbiamo registrato tre episodi di furto".

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Per lo più piccoli ammanchi, come elettroutensili e attrezzi da manutenzione "ma ogni volta queste persone che entrano spaccano tutto, e ogni volta dobbiamo risistemare tutto" lamenta Gnani, che in più fa sottolineare come "le restrizioni ad alcuni sport causa coronavirus ci sta mettendo a dura prova, anche dal punto di vista economico".

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