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Ambulanti vestiti a lutto, Piazza Maggiore diventa cimitero: "Non siamo neppure contemplati nei ristori"

Sabato un flash-mob. I commercianti della Piazzola provano a "scuotere delle coscienze" con una mobilitazione distanziata e sicura in rappresentanza di 180 mila aziende per la maggior parte a conduzione familiare

Saranno vestiti a lutto e calati in un simbolico cimitero allestito in Piazza Maggiore. Accadrà sabato mattina, quando una rappresentanza di ambulanti per la maggior parte legati al più antico e importante mercato cittadino, la Piazzola, suonerà il silenzio per ricordare "Tutte quelle attività che non sono sopravvissute o che non riapriranno più. Non una protesta. Proviamo semplicemente a scuotere le coscienze di chi da più di un anno decide come e quando aprire le nostre uniche fonti di reddito" fanno sapere annunciando l'evento. 

Ambulanti in protesta: "Avevamo anche investito in sicurezza. E ci chiudono"

Il flash-mob, come spiegano questi lavoratori sull'orlo della disperazione, vedrà pochi partecipanti e ben distanziati, tutti muniti di dispositivi di protezione per la prevenzione dei contagi. La politica non c'entra, affermano: "Nessun colore politico, anzi, chiediamo aiuto all'amministrazione comunale che è invitata a partecipare e a sostenerci. E se lo vorranno, anche gli esponenti dell'opposizione che vogliano esprimerci la loro solidarietà saranno i benvenuti. Saremo noi e le nostre piccole aziende disperate in rappresentanza di 180 mila attività".

"C'è un parlamentare che riuscirebbe a sopravvivere con 600 euro?"

"180.000 aziende la maggior parte a conduzione familiare con circa 500.000 addetti senza ammortizzatori sociali abbiamo ricevuto in un anno due volte 600 euro come possiamo sopravvivere? C’è qualche parlamentare di qualsiasi colore politico che ce la farebbe a portate avanti  la propria  famiglia? Con le dovute cautele, siamo all’aperto, potremmo continuare a lavorare, visto che gli aiuti tardano ad arrivare  se poi parliamo dei fieristi da più di un anno sono completamente chiusi, ma nessuno nemmeno ne parla" spiega Natascia Merighi, uno dei volti e portavoce deli lavoratori della Piazzola. 

"Anche noi abbiamo mutui, bambini e merce invenduta"

"Comprare una maglia, un paio di pantaloni, delle scarpe non è più pericoloso che comperare un chilo di arance o le sigarette al tabaccaio- continua Natascia -  Anche noi abbiamo affitti, mutui, bambini, merce invenduta da pagare e così non ce la facciamo più...ci state uccidendo. Non siamo nemmeno contemplati nei ristori. Siamo consapevoli della tragedia sanitaria che sta colpendo il nostro paese ed il resto del mondo, ma così è una strage. Premesso questo e a fronte delle manifestazioni organizzate dalla nostra categoria  in altre città, premesso che mi sono già confrontata con la Questura per avere delucidazioni in merito alla situazione Covid-19 per quel che concerne le autorizzazioni a manifestazioni o flash-mob in questo periodo, consapevoli che questa è una manifestazione che sarebbe da fare a Roma: la faremo a Bologna in Piazza Maggiore sabato mattina alle ore 10 in punto". 

Ristori, la fiaccolata in Piazza Maggiore: "Situazione al collasso"

Chi ci sarà sabato? "Saremo una piccola rappresentanza simbolica. La nostra è un grido d'aiuto contro l'umiliazione e il menefreghismo che il Governo ha mostrato fino ad oggi nei nostri confronti, contro gli aiuti che non arrivano e quando arrivano sono ridicoli, contro le limitazioni in zona rossa non paritarie rispetto ai negozianti, ristori ai fieristi che non percepiscono un reddito da più di un anno per i casini che riguardano i codici ateco, contro l’accesso del credito, contro la lentezza delle istituzioni che tira e molla passano le settimane e non cambia nulla. Non arriva un soldo, ma le bollette, gli F24, gli interessi bancari e tutti gli oneri nostri scadono regolarmente".  

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