Focolaio in azienda, il sindacato Si Cobas: "Come nei mattatoi in Germania, il problema sono subappalti e ambienti"

Per il sindacato di base, molto rappresntativo nel settore, la questione della sicurezza sanitaria è legata a doppio filo con le condizioni di lavoro

"Bartolini va chiusa, sanificata e riorganizzata sentendo lavoratori, Rls e sindacato. Senza se e senza ma". Non usano mezzi termini i rappresentanti nazionali di Si Cobas, il sindacato di base molto attivo negli ultimi anni sul fronte della logistica in subappalto, e che polemizza contro la mancata chiusura dello stabilimento di logistica dopo l'emersione del cluster epidemico di covid-19 in un magazzino di Bologna.

Per il sindacato di base, tra i primissimi a dare l'allarme sulla situazione del cluster di Bologna, il problema è proprio nella organizzazione del lavoro, non nei controlli sanitari.

"La catena dei subappalti -si legge in una nota a firma del coordinamento nazionale Si Cobas- è anche la catena del Covid, non solo a Bologna, ma anche in Germania, nei mattatoi, dove si ammalano a centinaia i lavoratori meno garantiti". E cioè, spesso, "gli immigrati, come a Mondragone, dove il lavoro costa 3 euro l'ora, e ci sono famiglie bulgare che ogni anno arrivano per guadagnare pochi soldi".

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Nel caso di Bologna -scrive ancora il sindacato- "sono 130 i lavoratori che al cambio turno condividono gli spogliatoi, e alle 19:30 la mensa.
I bagni sono in totale 10, utilizzati anche dal personale driver (corrieri) e dagli oltre 30 lavoratori delle agenzie, che cambiano di giorno in giorno: due di questi lavoratori erano reclutati direttamente dal centro di accoglienza di via Mattei".

Il ragionamento è che l'impostazione del lavoro in subappalto favorisca il potenziale diffondersi incontrollato del contagio, soprattutto tra "i lavoratori delle agenzie (interinali, ndr), quelli più ricattabili, quelli che lavorano un giorno qui ed uno lì".

"Ribadiamo -conclude la nota- che la vita è superiore all'economia, che i posti infetti vanno chiusi, che le condizioni di lavoro vanno migliorate" qualora i dipendenti siano "privi dei più elementari diritti, e comfort: aria condizionata nel caldo, riscaldamento d'inverno, bagni per tutti, orari di lavoro ridotti, spazi adeguati a questo 2020 malato".

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