Covid, nuovo focolaio in struttura per anziani: positivi 26 ospiti e 3 operatori

Scoperto a seguito delle attività di screening programmate al Giovanni XXIII di viale Roma

Dopo i focolai nelle scuole e sui luoghi di lavoro  - tra gli ultimi quello evidenziato all'Inps che ha portato alla chiusura di alcune sedi - ecco un nuovo cluster, in una struttura per anziani a Bologna gestita da Asp.

Venerdi' scorso, a seguito delle attività di screening programmate al Giovanni XXIII di viale Roma, sono emersi 26 casi positivi tra gli ospiti e tre fra gli operatori all'interno di un nucleo che raggruppa gli ospiti con problemi di demenza, psicologici o comportamentali e che, per questa ragione, da marzo non escono dalla struttura (hanno un terrazzino dedicato). Lo riporta un lancio dell'Agenzai Dire, che aggiunge che si tratta di tutti soggetti asintomatici, tutti in isolamento all'interno della struttura, dove il reparto e' stato dichiarato 'zona rossa' (i tre operatori invece sono in quarantena a casa).  I numeri potrebbero però aumentare perchè sono in arrivo i referti degli ulteriori tamponi effettuati sugli altri operatori e ospiti del nucleo (che in tutto conta 35 posti). 

Nuovi casi di Covid19 alla Giovanni XXIII di viale Roma: “ Ragionare sull’applicazione del nuovo DPCM”

In merito alla notizia del nuovo focolaio di Covid19 emerso nella struttura per anziani Giovanni XXIII di viale Roma a Bologna, gestita da Asp, interviene la Fp-Cgil di Bologna. “Siamo stati informati da diversi lavoratori dei casi positivi in Viale Roma, nel reparto C – chiarisce Simone Raffaelli (Fp-Cgil Bologna) -. Attendiamo notizie e dati certi, prima di tutto per cercare di capire da dove si sia originato il contagio e se hanno funzionato o meno le misure previste dai protocolli, in particolare per isolare gli altri reparti”. Inoltre, evidenzia Raffaelli, “temiamo che le situazioni di positività possano anche aggravare la forte sofferenza del personale, già in forte carenza di organico. Non possiamo pensare di affrontare altri mesi di emergenza simili a quelli di marzo e aprile con le risorse umane presenti nelle ASP: a OSS e infermieri si possono chiedere tante cose, ma non l'impossibile. Occorre un piano per dotare le strutture di organici pieni, da subito”.

Infine, sottolinea il sindacalista, “è necessario che si apra un riflessione anche sulla applicazione del recente DPCM, che prevede un implemento molto significativo del lavoro a distanza per il personale amministrativo: una occasione per evitare di esporre a rischi maggiori utenza e almeno una parte degli operatori”.

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