Cronaca

Immigrazione e periferie: Bologna a rischio 'Banlieue', è la più pericolosa

Secondo una ricerca della Fondazione Leone Moressa, Bologna è il comune più a rischio per la forte differenza di reddito tra italiani e stranieri: "Molto alto il rischio di precarietà della periferia"

Statistiche che si susseguono e forniscono risultati diversi e contrari. Dopo la classifica sulla "Qualità della vita 2014" stilata da Il Sole 24 ore che pone Bologna nella top ten della città italiane più vivibili, ecco arrivare la ricerca della Fondazione Leone Moressa, l'istituto di studi e ricerche nato nel 2002 da un’iniziativa della Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre CGIA che ha acquisito specifiche qualifiche e competenze legate allo studio del fenomeno migratorio indirizzato in maniera prevalente ai temi dell’economia dell’immigrazione.

"Osservando il ranking finale delle città analizzate, Bologna risulta il comune più a rischio" si legge tra le conclusioni della ricerca "tra le variabili analizzate, il più clamoroso riguarda il differenziale di reddito medio tra italiani e stranieri (oltre 11 mila euro in meno dichiarati nel 2013). Un altro valore significativo riguarda la variazione della spesa per l’immigrazione. Nel 2011 la spesa per l’immigrazione (5,2 milioni di euro) rappresenta il 2,6% della spesa complessiva per assistenza sociale, con una diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto al 2003. In definitiva, il rischio di precarietà della periferia di Bologna è molto alto a causa del forte differenziale di reddito e della diminuzione dell’incidenza della spesa per l’immigrazione".

Rischio "Banlieue" (periferie degradate delle grandi città francesi - ndr) e conflitti accentuati, come è risultato chiaro nelle ultime settimane a Milano, seconda a rischio per la Fondazione, e Roma, al quarto posto dopo Genova: "Mettendo in relazione la condizione socio economica della popolazione straniera con i tassi di criminalità e con la presenza o meno di investimenti pubblici per l’integrazione, la FONDAZIONE LEONE MORESSA ha cercato di valutare quanto nelle nostre città sia alto il rischio di marginalizzazione e, di conseguenza, di disagio e devianza".

Tre le variabili prese in considerazione: marginalità socio economica (concentrazione nella periferia del comune, tasso di disoccupazione, differenziali tra italiani e stranieri per reddito medio e imposta media versata; i livelli di criminalità, il tasso di delittuosità degli stranieri e la percentuale di detenuti stranieri nelle carceri cittadine; la spesa pubblica per l’integrazione, la spesa comunale per “immigrati e nomadi”, l’incidenza di questa voce sul totale della spesa per assistenza, il valore pro-capite e la variazione negli ultimi 8 anni.

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