Città metropolitana, Merola: "Fondi diretti dall'Europa vera battaglia"

Intanto novità presentata in edilizia: i comuni potrebbero versare fino al 50 per cento degli oneri di urbanizzazione in comune tra loro

"C'è una battaglia alle porte molto importante per il destino di questa comunità: quella per rendere definitivo il fatto che una quota parte dei Fondi strutturali europei sia assegnata direttamente alle Città metropolitane". Lo afferma il sindaco di Bologna, Virginio Merola, presentando in conferenza stampa il nuovo Piano territoriale metropolitano (Ptm).

"Questo dibattito un po' caotico e paranoico sui fondi europei del Recovery fund, del Mes e del Sure- dichiara Merola- a settembre finirà e noi saremo tra le comunità già più pronte a fare scelte su come utilizzare questi fondi, che sono tutti estremamente importanti".

Il Mes "per quanto riguarda la salute e la sanità, il Sure- continua il sindaco di Bologna- per la ricollocazione e la formazione del personale al lavoro e per la tutela dell'occupazione attiva, cose di cui avremo estremamente bisogno perché non si potrà continuare a prorogare la Cassa integrazione in modo indefinito e scopriremo realtà che avranno dei problemi di occupazione".

Quindi i fondi Sure "sono essenziali per programmi di riconversione produttiva, creazione di nuove imprese e per l'innovazione digitale", rimarca Merola. Infine, il Recovery fund "esprime al meglio- conclude il sindaco metropolitano- l'indicazione europea di puntare sulla green economy, sulla lotta al cambiamento climatico e sullo sviluppo sostenibile".

Intanto sempre stamane è stata presentata quella che potrebbe essere una grossa novità in ambito metropolitano. L'arrivo di una grande azienda sul territorio bolognese, in futuro, porterà risorse nelle casse non solo del Comune direttamente interessato ma anche di quelli collocati in zone meno attrattive per gli insediamenti.

Lo prevede il nuovo Piano territoriale metropolitano (Ptm), assunto dal sindaco Virginio Merola con l'obiettivo di arrivare all'approvazione a marzo 2021.

"E' una scelta che farà discutere", mette le mani avanti sempre Merola in conferenza stampa: "Per la prima volta in Italia si affronta la questione degli oneri di urbanizzazione, fino ad oggi di esclusiva competenza del Comuni. E' stata un'opportunità ma anche un problema, in assenza di fondi nazionali certi e programmati, quindi la scelta forte è quella di proporre che il 50% degli oneri di tutti i comuni vadano a un nuovo fondo perequativo metropolitano, tramite cui ogni Comune è chiamato a contribuire alla costruzione della città metropolitana in termini di equità".

Come conseguenza delle urbanizzazioni (vale sia per insediamenti di imprese che residenziali), Palazzo Malvezzi stima un "tesoretto" di almeno dieci milioni di euro all'anno. Per forza di cose il Comune che contribuirà di più sarà Bologna, ma anche da territori ben più piccoli possono arrivare quote considerevoli: basti pensare agli esempi dell'Interporto di Bentivoglio, della Philip Morris di Valsamoggia o all'annunciato arrivo del polo per l'auto elettrica del colosso cinese Faw.

Gli indirizzi del Ptm sono stati già approvati all'unanimità dal Consiglio metropolitano e c'è stata una fase di consultazione che ha coinvolto 55 sindaci e quasi 250 consiglieri comunali, ma Merola si prepara comunque alle polemiche, perché questa scelta "può essere fraintesa come un colpo all'autonomia dei Comuni", è consapevole il sindaco.

Però "confido sul fatto che essendo noi un'organizzazione federata di Comuni, che lavora fin dal primo momento per costruire insieme- afferma Merola- sarà una scelta il più possibile condivisa".

Del resto, "sono troppi anni che discutiamo di squilibri territoriali nella nostra comunità, quidi questa scelta- rivendica Merola- ne sottende un'altra: l'Appennino, la montagna e le aree interne non sono 'cenerentole' della Città metropolitana a cui elargire fondi quando ci sono, ma diventano la priorità di intervento".

Le risorse del nuovo fondo sono "indispensabili per i territori fragili sotto il profilo demografico e dei servizi- sottolinea Merola- e meno attrattivi per le imprese perché più lontani dalle attuali infrastrutture di collegamento".

Tutto questo "non sarà risolutivo, ma ci metterà in grado di sostenere meglio- assicura il sindaco- la nostra richiesta di fondi certi e programati alla Regione e al Governo, perché fare la propria parte è il modo migliore per chiedere ad altri".

Più in generale, il Ptm sancisce "scelte forti dal punto di vista della sostenbilità, tanto invocata e discussa- afferma Merola- che secondo gli standard europei, che condividiamo profondamente, si declinea in sostenibilità ambientale, sociale ed economica".

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L'area metropolitana è "nelle condizioni di fare un salto di qualità e, anche attraverso il Ptm- sottolinea il consigliere delegato Marco Monesi- riuscire a porre le basi fondamentali della città federata". La nuova strumentazione data dal Ptm e dai Piani urbanistici generali (Pug) dei Comuni garantisce una modalità "più semplificata di procedere e questo significa anche accelerare le scelte", aggiunge Monesi. Fino al 20 ottobre si potranno inviare le osservazioni al Ptm: "Accoglieremo le modifiche più utili e convincenti", assicura Merola. (Pam/ Dire)

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