Fondi periferie, tregua armata: 'Restituiti in tre anni', l'ipotesi dei ricorsi

Il braccio di ferro tra isndaci e governo sui fondi per le periferie rischia di finire a carte bollate

Tregua armata sui fondi per le periferie. Dopo l'incontro in extremis tra i sindaci delle grandi città, con in testa il presidente dell'Anci -l'associazione dei comuni- Antonio Decaro, e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri a Roma è stata fumata grigia.

I fondi periferie -circa 18 milioni per Bologna- non saranno finanziati con il decreto Milleproroghe, ma verranno spezzettati in tre anni, sulla base delle effettive esigenze dei Comuni, volta per volta. Questo quanto trapela dall'esito dell'incontro tra governi e amministratori locali, al quale hanno partecipato anche la sindaca di Torino Chiara Appendino, la sindaca di Roma Virginia Raggi,  il sindaco di Livorno Filippo Nogarin,; il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, il sindaco di Firenze Dario Nardella. E ancora, Virginio Merola, sindaco di Bologna; Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza. Ci sono anche il vice presidente vicario di Anci e sindaco di Valdengo Roberto Pella (deputato Fi) e il presidente del Consiglio dell'Anci, Enzo Bianco.

Il nodo riguarda nel complesso 1,6 miliardi di euro di risorse, licenziati da un bando e destinati alla riqualificazione delle aree degradate delle periferie nelle grandi città. La maggioranza nutre dei dubbi di natura costituzionale, e quindi ha fermato l'intera procedura di erogazione delle risorse, ma il punto di avanzamento dei progetti in alcuni casi ha fatto già esporre le casse dei comuni, a Bologna circa mezzo milione di euro. In tutto le Due Torri si erano aggiudicate 18 milioni per progetti che riguardano aree come la Bolognina e il Pilastro.

"Ad ogni modo ce ne ricorderemo, e se lo ricorderanno i bolognesi" ha tuonato ieri il sindaco Merola, imbufalito contro il respingimento di alcuni emendamenti correttivi e stizzito verso i consiglieri Borgonzoni e Bugani, la prima con un incarico di governo e il secondo vicinissimo alla segreteria Di Maio.

"La nostra battaglia di sindaci -scirve Merola sui social- sta portando dei risultati anche se per i contrasti nella maggioranza non si vuole rimediare al congelamento dei finanziamenti. In ogni caso siamo pronti con i ricorsi".

Nei prossimi giorni quindi si valuterà quanto di questo accordo (l'erogazione diffusa delle somme spalmata in tre anni) può essere onorato, in caso contrario sarebbero allo studio dei ricorsi legali di risarcimento, una sorta di 'opzione nucleare' che però getterebbero un'ombra nera sul futuro dei rapporti tra sindaci e governo centrale, oltre che sull'effettivo finanziamento del piano periferie.

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