Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Nasce il "Fondo sociale di comunità": beni, progetti e idee per rispondere ai bisogni economici e sociali

Il Fondo di primo livello, è di tipo emergenziale, per far fronte ai bisogni causati o aggravati dall'emergenza covid. Merola: "Siamo i primi in Italia, non posso che essere soddisfatto"

Per rispondere ai bisogni economici e sociali delle persone in difficoltà, anche in seguito alla crisi legata all'emergenza sanitaria, la Città Metropolitana ha istituito il "Fondo sociale di comunità, uno strumento di welfare metropolitano che raccoglie risorse, beni, progetti, idee per rispondere ai bisogni economici e sociali delle persone". 

L'iniziativa è stata presentata oggi, 14 dicembre, durante una video-conferenza stampa, dal sindaco metropolitano Virginio Merola e dal presidente della Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria Metropolitana Giuliano Barigazzi, alla presenza dei rappresentanti dei settori coinvolti. 

"Siamo arrivati alla data di inizio, una iniziativa importante in questo periodo, non dettata solo da covid. Il Fondo servirà ad attivare contributi per far fronte ai bisogni e fare solidarietà. 'Fare e dare' - è lo slogan del progetto, ovvero - versare contributi di solidarietà per gli altri". Il Comune di Bologna ha messo a disposizione 2 milioni: "Non vogliamo sostituirci alle associazioni, siamo i primi in Italia e quindi non posso che essere soddisfatto. A breve verrà comunicato l'Iban". 

"Hanno lavorato a questo progetto tantissime persone nei comuni, sindaci, sindacati, associazioni di categoria, terzo settore e partecipate - poiché - un'azione ha successo solo se coprogettata - ha chiarito il presidente della Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria Metropolitana Giuliano Barigazzi - si tratta di uno strumento aperto e, con il tempo, tutti potranno diventare promotori verso qualcosa di più strutturato". Non è quindi uno strumento che si sostituisce ad altri contributi, ma "nasce come strumento integrativo, che vuole fare sistema e contribuire a una cultura collettiva, di coesione e legami sociali in un momento in cui fa la differenza, non possiamo permetterci ignorare i mesi durissimi". 

Obiettivi del Fondo

Raccolta di risorse in termini di beni e denaro, acquisto alimenti, beni di prima necessità, dispositivi digitali e connessioni, sostegno a un dignitoso abitare, co-progettare o progettare percorsi lavorativi e formativi innovativi e sostenibili: 

- per sostenere le persone della nostra comunità più colpite dalla crisi economica e sociale
- per creare uno strumento duraturo che tenda a non far sentire escluso nessuno
- per rispondere al bisogno emergenziale delle tante famiglie che sempre più spesso si rivolgono al sistema dei servizi sociali 
- per dare forza al nostro essere comunità metropolitana bolognese, affidando a ciascuno la possibilità di compiere un gesto attivo per elevare la qualità della vita di tutti. Ciascuno secondo le sue disponibilità (da tanti euro a una sola ora di lavoro)
- per unire pubblico e privato in una missione comune che si concentri sulla nostra comunità.

I livelli di azione 

Un primo livello è di tipo emergenziale, per far fronte ai bisogni causati o aggravati dall'emergenza covid. 

- Beni alimentari e di prima necessità, per le molte persone che non entrano nel sistena di welfare pubblico

- Connessioni e dispositivi digitali: l'emergenza ha fatto emergere l'importanza, quindi il Fondo favorisce informatizzazione, digitalizzazione con il coinvolgimento di studenti, adulti fragili e anziani. 

- L'abitare e la casa: sostegno, in momenti di difficoltà finanziarie, anche spese e prevenzione degli sfratti. Nel lungo periodo, comprenderà anche la ricerca di soluzioni innovative per l'abitare sociale. 

- Lavoro. la crisi di alcuni settori economici potrà determinare il venir meno di posti di lavoro e la necessità di riconversione delle professionalità. Attraverso azioni di raccordo fra enti pubblici e privati si avvieranno coprogettazioni sperimentali ed innovative sul territorio metropolitano, in attuazione del Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile.

I primi fondi

Le prime risorse messe a disposizione dagli Enti Locali per avviare e promuovere le azioni del Fondo:

  • € 560.000 messi a disposizione da Città metropolitana di Bologna per acquistare dispositivi digitali e connessioni;
  • € 2.000.000 messi a disposizione dal Comune di Bologna per lo sviluppo e il rafforzamento dell’azione metropolitana di inserimento lavorativo e sostegno al reddito;
  • circa € 1.000.000 previsto dalla DGR 1184/2020 che le Unioni/Comuni dell’area metropolitana programmano congiuntamente nell’ambito del Fondo per rafforzare azioni di sostegno al reddito.

" Le imprese sono state colpite duramente, ma lo facciamo perchè siamo sulla stessa barca, l'arcivescovo Zuppi ci ha convinti, non ci si salva da soli, quindi non ci tiriamo indietro"

Erika Ferranti, sindaca di Bentivoglio, iin rappresentanza degli altri sindaci: "Adesione e anche allo spirito pienamente metropolitano, un contenitore che ha caratteristiche che devono guidare le città metropolitane, perchè escono dai confini amministrativi dei singoli comuni".  

"Le imprese sono state colpite duramente, hanno loro stesse bisogno di aiuti concreti - ha detto il coordinatore di TIM.Bo - Tavolo Metropolitano di Coordinamento dell’Imprenditoria Bolognese - Lanfranco Massari - sono state lasciate sole dal governo, ma non dal Comune di Bologna e dalla Regione Emilia-Romagna - lo facciamo perchè siamo sulla stessa barca, l'arcivescovo Zuppi ci ha convinti, non ci si salva da soli, quindi non ci tiriamo indietro, a patto, e il sindaco lo ha garantito, che sia un fondo sussidiario e integrativo da investire in capitale umano e sociale".

"Occasione importante e utile nella fase emergenziale e di prospettiva, perchè c'è bisogno di fare rete e tenere insieme tutti i soggetti e le risorse - secondo Maurizio Lunghi, in rappresentanza delle organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL - si tratta di una situazione che ci trascineremo per molto tempo. Questo strumento è stato costruito in una logica che mette insieme tutti gli aiuti, non solo soldi, anche donazioni in strumenti". 

"In poche settimane sono riusciti a mettere insieme molte iniziative e vi è una disponibilità di persone impensabile in altri momenti - ha sottolineato Luigi Pasquali del Forum Terzo Settore - ad esempio, per la spesa a domicilio, oltre 500 persone si sono messe a disposizione, quindi il patrimonio di disponibilità delle persone può essere utile per progetto sociale". 

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