Forza Italia: 'Fondo per l'affitto, il 68% delle famiglie senza contributo e ci sono troppi stranieri"

Fondo sociale per l'affitto, troppi esclusi e troppi stranieri tra i beneficiari

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Qualcosa evidentemente non quadra nelle nuove modalità di redistribuzione del fondo sociale dell'affitto.

I nuovi criteri regionali hanno lasciato "a bocca asciutta" la stragrande maggioranza dei richiedenti della Città di Bologna (ben il 68%) nonostante questi siano idonei a ricevere i contributi e nonostante i contributi regionali, dal 2014 al 2015, siano rimasti quasi invariati (2.058.127 euro per il 2014 e 1.923.778 euro per il 2015). La segnalazione arriva da Galeazzo Bignami, presidente del gruppo Forza Italia in Regione e dal consigliere comunale di Forza Italia Francesco Sassone.

"Certo non deve essere stato piacevole, per le famiglie in attesa, ricevere una lettera nella quale si comunicava l'idoneità a ricevere il contributo, salvo poi leggere che questo era pari a zero per mancanza di fondi - afferma Bignami -. Una situazione assolutamente da chiarire e da sanare e sulla quale intendiamo fare i dovuti approfondimenti in tutte le sedi opportune".

Secondo i consiglieri, l'esclusione di ben 1920 richiedenti idonei su un totale di 2816 (solo 896 i beneficiari) è frutto di una stortura generatasi a causa delle diverse modalità di ripartizione e assegnazione dei fondi stabiliti dalla Regione nel 2014 e nel 2015. Nel 2014 infatti nessuno dei richiedenti fu escluso in quanto la somma complessiva veniva ripartita in misura proporzionale. All'elenco degli idonei che però percepiranno "zero euro" di contributi (con conseguenti grosse difficoltà per queste famiglie), si aggiungono inoltre i 507 richiedenti che sono stati del tutto esclusi per mancanza di requisiti, molti dei quali per mancanza di congruità del valore ISEE dichiarato.

COSA E' CAMBIATO DAL 2014 AL 2015. Nel 2014, ricordano Bignami e Sassone, "i criteri e modalità di ripartizione assegnazione e concessione delle risorse prevedevano che in caso di risorse inferiori al fabbisogno complessivo delle fasce, si sarebbe proceduto ad una riduzione del contributo in misura proporzionale alle risorse disponibili".

Cambia invece la modalità nel 2015 la cui delibera prevede semplicemente che "l'assegnazione del contributo avverrà scorrendo la graduatoria, fino ad esaurimento dei fondi disponibili", senza dunque introdurre alcun meccanismo compensativo. Sempre nel 2015 si introduce il contributo minimo fisso, da tre a sei mensilità, per un massimo di 3.000 euro. "In tal modo - prosegue Bignami - non prevedendo più la riduzione del contributo in misura proporzionale, si fa sì che alcuni ricevano anche 3000 euro di contributo e altri restino esclusi del tutto generando situazioni di grande iniquità: a Bologna, per esempio, gli ultimi due "fortunati" che hanno percepito il contributo, riceveranno rispettivamente 3000 e 2000 euro mentre il richiedente immediatamente successivo non riceverà nulla. La graduatoria, inoltre viene semplicemente stilata sulla base dell'incidenza del canone annuo sul proprio ISEE".

TROPPI STRANIERI. Distorsione nella distorsione, la maggioranza dei beneficiari è di origine straniera. Nel 2014, su 2148 aventi diritto, ben 1190 erano stranieri (di cui 601 extracomunitari), vale a dire il 55% degli idonei. I cittadini stranieri assorbono anche la maggior parte delle risorse: agli stranieri sono andati 1.112.065 euro (il 54% delle risorse) mentre agli italiani 946mila 062 euro. "Vanno trovati meccanismi compensativi e correttivi - afferma Bignami -. E' necessario prevedere una sorta di "storicità" anche per ottenere il contributo dell'affitto, ossia essere residenti nell'abitazione per la quale si chiede il contributo da un certo numero di anni. A oggi uno straniero può presentare domanda di contributo anche se è residente nell'alloggio in locazione da un solo giorno".

COSA PREVEDE IL BANDO DI BOLOGNA. Nello specifico, il bando del comune di Bologna ha previsto quest'anno un contributo per un massimo di 4 mensilità (la discrezionalità comunale va da tre a sei) e fino a un massimo di 3.000 euro (come previsto da delibera di giunta regionale). Un meccanismo anche accettabile se non fosse che, a fronte dell'esclusione di 1920 famiglie, coloro che sono rientrate nel contributo hanno percepito, nella grande maggioranza dei casi, anche contributi di 2500 o 3000 euro e senza nessun controllo sulla situazione economica di coloro che sono rimasti fuori e che potrebbero essere in fortissima difficoltà venendo meno il contributo comunque loro spettante. Simili criticità si sono verificate anche in altre realtà della Provincia: nei sei comuni delle Terre d'acqua, ad esempio, su una graduatoria di 557 persone solo 108 riceveranno i contributi (l'81% comunque idoneo resta tagliato fuori)!

"E' altrettanto singolare il silenzio di Virginio Merola - prosegue Sassone - su questa situazione, il quale avrebbe dovuto essere il primo a intervenire sollecitando la Regione, sia in qualità di sindaco di Bologna che di sindaco della Città metropolitana".

NESSUN BANDO QUEST'ANNO?

Quest'anno lo Stato non ha finanziato la legge 431/98 quindi molto probabilmente - rendono noto i consiglieri - il bando per il 2016 non si farà. Mancando i fondi statali, rimarrebbero solo i circa 2 milioni di fondi regionali. "Forse la Regione si sta ben guardando dal lanciare l'allarme sulla mancanza di questi fondi perché il governo è a targa PD? Cosa fare di questi 2 milioni? Utilizzarli o accantonarli per quando ci saranno i fondi statali?", incalzano i consiglieri Bignami e Sassone che chiedono una commissione, sia a livello regionale che comunale, per concertare queste scelte. Tra le proposte, "si potrebbe pensare, con questi 2 milioni di euro regionali, a emettere un "mini bando" per la locazione che sia mirato sulla disabilità. Infatti, la nuova parametrazione ISEE sui disabili presenti nel nucleo familiare è entrata in vigore solo a maggio (quindi dopo il bando per il fondo affitto), quindi molti disabili che sono rimasti esclusi con i criteri del vecchio bando sarebbero oggi idonei".

LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA. "E' evidente che tale sistema di distribuzione delle risorse premia "troppo" solo alcuni e taglia completamente fuori altri, attaccano Bignami e Sassone. Pertanto, chiederemo di poter discutere i nuovi criteri in apposita commissione per poter arrivare a soluzioni condivise che mettano al centro il criterio dell'equità". I consiglieri di Forza Italia chiedono di portare il minimo dei mesi pagabili attraverso il contributo da 3 a 2 e abbassare il massimo dei mesi pagabili da 6 a 4 ("altrimenti il contributo rischia di trasformarsi in assistenzialismo", sottolinea Sassone); reintrodurre un canone massimo mensile sulla base del quale calcolare il contributo teorico che era previsto nel 2014 e non più nel 2015 (per i Comuni con popolazione sotto i 20.000 abitanti il canone massimo era fissato in 580 euro, per i comuni con popolazione compresa tra 20.000 e 200.000 abitanti il canone massimo era di 680 euro, per i comuni con popolazione superiore a 200.000 abitanti il canone massimo era di 850 euro); trattare con criteri certi e definiti le situazioni di ISEE pari a zero con indicazione per l'esclusione automatica di chi presenti per due anni consecutivi ISEE pari a zero ed abbia già avuto l'anno precedente un'assegnazione di contributo nello stesso Comune; garantire un ricambio delle famiglie beneficiarie del contributo introducendo il criterio tale per cui se un richiedente ha ricevuto il contributo per due anni consecutivi (intendendo per anni consecutivi gli anni in cui il bando viene effettivamente svolto), non può presentare domanda l'anno successivo.

"Il contributo infatti dovrebbe essere tale per cui a prevalere deve essere la logica di un aiuto temporaneo. Non è possibile pensare che ci siano richiedenti che si "adagiano" sulla certezza di questo contributo erogato ogni anno", concludono i consiglieri.

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