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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca Lizzano in Belvedere

Frana Lizzano: conclusi i lavori a Querciola, l'abitato torna in sicurezza

Si chiude il capitolo dei disagi a valle dell’abitato dopo la grossa frana che si era ampliata fino a lambire il collegamento fra i comuni di Lizzano e Gaggio

Fine lavori a Querciola, nel comune di Lizzano in Belvedere, dopo un Intervento da 580mila euro finanziato dalla Regione per il consolidamento dell'area compromessa da una grossa frana. 

Sono finalmente in sicurezza l’abitato di Querciola e la strada provinciale Gaggio-Masera, sull’Appennino bolognese, dopo la grossa frana. Dopo la realizzazione di trincee drenanti e rivestimenti anti-erosione con l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica si chiude il capitolo della frana che si era sviluppata a valle dell’abitato e progressivamente ampliata fino a lambire l’importante collegamento fra i comuni di Lizzano e Gaggio Montano.

In tutto sono stati investiti dalla Regione 580mila euro, per un intervento sulla parte alta del versante, progettato dai tecnici dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile.

I lavori 

Nel corpo di frana vero e proprio sono stati realizzate tre trincee, per una lunghezza complessiva di 150 metri, per drenare terreni e fossi e garantire così la regimazione ordinata delle acque di scolo. Per migliorare ulteriormente la stabilità al versante, tutta l’area di intervento è stata rimodellata movimentando e ricompattando il terreno.

La scarpata principale del versante, soggetta a erosione progressiva, è stata inoltre protetta con un rivestimento in reti metalliche accoppiate a bio-reti antierosione in fibre naturali, fissate alle pareti con funi di acciaio.

Alla base della scarpata, sono stati realizzati 189 metri di drenaggi sub-orizzontali per intercettare e raccogliere le acque sotterranee. 

"Armatura vegetale"

Per favorire un maggiore radicamento sulle pareti, all’interno delle maglie del geo composito è stata inserita un’armatura vegetale composta da piante erbacee autoctone abbinate a microrganismi del suolo. A protezione delle scarpate laterali, sono state stese reti in fibra di cocco.

Questa corposa piantumazione si è conclusa con l’idrosemina, tecnica di ingegneria naturalistica utilizzata per rinverdire le superfici e consolidare così ulteriormente lo strato di copertura erbosa che nel tempo proteggerà il terreno dall’erosione.

(Gli interventi_Foto Regione Emilia-Romagna)

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