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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Zona Universitaria / Via Mascarella

Sold-out per il giovane jazzista Cavestri: "Tra Bologna e New-York, resto qui. La musica è già il mio viaggio"

La data di ieri è stata da tutto esaurito e presto si replica. Intanto sta per uscire il disco "Early 17", composto nel suo 17mo anno di vita, lo stesso della pandemia: "La musica mi ha salvato dai rischi del lockdown. Ho avuto anche l'ispirazione"

Leggere il suo curriculum fa immaginare un diciottenne atipico, concentrato e decisamente troppo indaffarato tra liceo classico, conservatorio, gli spartiti e il pianoforte. Francesco però è uno di quei ragazzi a cui le cose vengono bene facilmente: così come gli viene decisamente bene il jazz. E infatti per lui c'è una playlist fatta di hip-hop e r'nb, di campetto da basket (dove per gli amici è "Cavs") e le feste. Ieri sera però al suo concerto non c'erano solo gli amici, ma anche tanti appassionati di musica di qualità: il live al Bravo Caffè ha fatto sold-out e si pensa già a un bis. 

"Un onore in effetti il tutto esaurito per un progetto per me così stimolante condiviso con una bellissima voce come quella di Roberta Gentile. Gratificante vedere in sala un pubblico tanto eterogeneo, persone di età e gusti diversi unite dalla musica. Replicheremo a novembre con una nuova data - l'annuncio del 18enne accompagnato nel suo trio da Max Turone al basso e Roberto “Red” Rossi alla batteria". Un accenno a quanto è emozionante tornare a suonare dal vivo dopo le restrizioni dovute alla pandemia e poi si suona.  

"I veri follower non sono quelli che con un cellulare in mano mettono like ai tuoi post o alle tue foto. I veri follower sono quelli che si organizzano la serata, chiamano la baby sitter e vengono ad ascoltarti dal vivo" 

Francesco, tu e la musica vi siete incontrati quando eri molto giovane. Chi ti ha incoraggiato quando eri solo un bambino e come mai hai scelto proprio la musica jazz? 

“Avevo 4 anni. È stata una cosa naturale. I miei genitori non sono musicisti (fanno tutt’altro e non avevamo strumenti musicali in casa), ma hanno capito che c’era qualcosa di speciale e l’abbiamo coltivata progressivamente, seguendo le mie attitudini. Il pianoforte classico è arrivato quando avevo 6 anni e da allora non l’ho più lasciato. I miei primi insegnanti di musica hanno notato in me una forte vena improvvisativa. Tipica del Jazz in effetti. A 12 anni mi sono avvicinato a questo genere musicale e a 16 anni, nonostante fosse richiesto un diploma, sono stato ammesso come eccellenza al Conservatorio Jazz di Bologna. In mezzo a quei musicisti più grandi di me, mi sono subito sentito a mio agio. Adesso sto frequentando l’ultimo anno di Liceo Classico al Galvani e, contemporaneamente, il terzo anno accademico al Conservatorio G.B. Martini indirizzo Jazz. La scorsa estate poi una grande soddisfazione: sono stato ammesso al Berklee College of Music di Boston, selezionato fra i migliori pianisti del programma”.

Avere 18 anni e fare jazz. Essere agli esordi e aver già suonato nei club di New York, anche con il supporto di nomi importanti: che cosa si prova e quali sono ad oggi i tuoi obiettivi?

“Sul jazz c’è qualche pregiudizio su cui scherziamo anche noi musicisti. Non è rumore e non è musica di sottofondo, da ascensore. Il Jazz ha messo le radici per tanti altri generi musicali più diffusi anche fra i miei coetanei: l’hip-hop per esempio, che si basa su ritmo e improvvisazione proprio come nel jazz. Come ho già detto, mi trovo bene con i musicisti più grandi di me, non è questione di anagrafica ma di intesa. Suonare nei club di New York è stato incredibile, praticamente un sogno realizzato: se penso che mi sono esibito al Fat Cat, allo Smalls Jazz Club e al Red Rooster ancora non ci credo…Il mio obiettivo oggi è suonare il più possibile in più posti possibile, in modo da allargare sempre più il mio pubblico e avvicinare anche i giovani a questo tipo di musica”.

Ti senti diverso dagli altri tuoi coetanei? Che musica a scolti quando non ascolti il jazz? Ci sono anche artisti italiani nella tua play-list? E a proposito della tua libreria musicale, ci dai qualche titolo?

“Non mi sento diverso, ma privilegiato perché ho la musica ed è stata una cosa preziosa anche durante tutto il periodo di lockdown. Nel quale fra l’altro ho composto il mio primo album, che si intitola ‘Early 17’ proprio perché nato nel mio diciassettesimo anno di vita.  In realtà ascolto tanti generi diversi, ma primi fra tutti quelli che derivano direttamente dal Jazz: r’n’b e hip-hop per esempio. Certo, l’Italia ha tanti talenti e fra i miei preferiti ci sono Davide Shorty, Gianluca Petrella, ovviamente Fabrizio Bosso e Stefano Bollani. “No One Like You, Robert Glasper Experiment ft. Kaytranada; Port of Entry (live), Weather Report; Cleva, Erykah Badu ft. Roy Ayers; Battiti in parole, Davide Shorty ft. Sans Soucis; Analog 2, Odd Future; Real Life, Louis Cole (ft. Bras Mehldau). E ovviamente ascolto anche Roberta Gentile”.

Sei nato e cresciuto a Bologna, che è la città della musica: quali pensi siano le opportunità che offre la nostra città in ambito artistico?

“Oltre che della musica per me Bologna è città della cultura, in senso più ampio.  So che negli anni ’90 c’è stato un grande fermento, che credo si sia un po’ smorzato nel tempo, ma l’estate bolognese è un momento magico: basta pensare a quello che si può ascoltare al Salotto di via Mascarella (un po’ la cittadella del jazz), al Bravo Caffè, a Camera Jazz, al Locomotiv Club…Una cosa che farebbe bene sarebbe contrastare la diseducazione musicale e portare più musica nelle scuole di ogni ordine e grado”.

Il titolo della serata di ieri era "Early 17". Lo stesso dell'album che stai per pubblicare. Qualche assaggio? 

"Sì, è lo stesso titolo del disco in uscita e fa riferimento al mio 17mo anno di età, quello in cui questo album è stato concepito. Tempo di pandemia fra l'altro. Ero chiuso in casa con il mio pianoforte ed è arrivata l'ispirazione. In un certo senso (e parlando con alcuni miei coetanei ne ho avuto conferma) la musica mi ha salvato dagli effetti collaterali del lockdown". 

Quando uscirà l’album? Qualche anticipazione?

“L’uscita del disco è prevista in autunno e l’anticipazione che posso dare ha un giorno e un orario: farò infatti un concerto a Bologna (la mia città) patrocinato dal BJF – Bologna Jazz  Festival che si chiamerà proprio come il disco e su quel palco suonerò fra gli altri anche il brano “Tutto me”, insieme alla bravissima Roberta Gentile. Brano che sarà contenuto in un album che per me rappresenta uno sfogo della necessità musicale”.

Francesco e Roberta-2

Francesco Cavestri e Robarta Gentile

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