Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Via della Dozza

Anna Maria Franzoni, prima settimana di lavoro: ed è polemica

Ottenuto il permesso di uscire dal carcere, è al lavoro per una Coop sociale. Stamattina folla di giornalisti ad attenderla davanti la chiesa di Sant'Antonio. I cittadini protestano: 'A lei lavoro e cittadini onesti senza!' Don Nicolini: 'Fatto che dovrebbe rimanere riservato'

Anna Maria Franzoni - rinchiusa alla Dozza per l'omicidio del figlioletto Samuele - ha lasciato il carcere di Bologna alle 9.30 di stamattina per iniziare la sua giornata di lavoro esterno. Così come le è stato concesso, attraverso l’art. 21 dell’ordinamento penitenziario, che da' la possibilità ai detenuti di lavorare e svolgere attività di formazione o volontariato all’esterno.

Le uscite dalla casa circondariale bolognese, accordate alla Franzoni hanno sollevato numerose polemiche tra i cittadini e sui social network, dove in molti si sono trovati in disaccordo sulla questione, lamentando 'Come si fa a concedere queste libertà a chi è condannato per omicidio?!"; o ancora 'A lei un lavoro e tanti cittadini onesti senza?'. C'è chi rincara la dose: 'Che pena è se si esce?' e chi si lamenta della legge che permette la semilibertà: 'Viene male interpretata'.

Ma così è stato accordato e così, dallo scorso lunedì, Anna Maria Franzoni ogni mattina lascia la sua cella per dirigersi verso la parrocchia di Sant'Antonio da Padova in via Dozza, dove ha sede la Coop sociale presso cui lavora, 'Siamo qua'.
Lì ad attenderla oggi un nugolo di fotografi e giornalisti, schivati dalla detenuta che non ha voluto lasciare dichiarazioni. Semplice, senza trucco,  con jeans e sciarpa a fiori, è sparita dietro il portone per dedicarsi al suo nuovo impiego.

Stefano Lorenzi, marito di Anna Maria Franzoni, è uscito in auto alle 17.25 dal cortile della parrocchia di Bologna dove la moglie è autorizzata al lavoro esterno al carcere. Nell'auto, anche una donna anziana, due bambini e un ragazzo. Ipotizzabile che si tratti dei due figli della coppia.

"Sono inorridito per la banalità e gravità della cosa''. Così Don Giovanni Nicolini si è sfogato pubblicamente per la presenza di giornalisti che da stamattina stazionano davanti alla parrocchia di Bologna dove Anna Maria Franzoni svolge un lavoro esterno al carcere. ''Per la banalità basterebbe pensare a quanti soldi si stanno spendendo per dare notizie su un fatto che dovrebbe rimanere riservato''. Sul fronte della gravità invece, Don Nicolini ha ricordato che Anna Maria Franzoni ''è una persona''. ''Qui c'è un'aggressione assurda della vita privata, mi sconvolge. Ognuno di noi ha diritto alla sua vita privata e al rispetto della persona''. Il religioso poi ha aggiunto di non capire ''come si arrivi a questo, ma mi pare sia il contrario del dovere di informare''. Qualificando quella odierna come una giornata ''difficile'', ha spiegato che si potrebbe anche arrivare al fatto che ''questa persona debba restare in carcere. E che si dica di questa possibilità - ha detto alludendo al lavoro esterno - che il gioco non vale la candela''.

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