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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca

Tasse evase per 34 milioni, indagati anche imprenditori e prestanome bolognesi

La Guardia di Finanza ha ricostruito una "prassi contabile" di emissione di fatture false. Sequestrati denaro e beni per 6 milioni

Sono 23 gli indagati, tra i quali imprenditori, prestanome e una 'faccendiera' svizzera, tutti residenti tra Bologna, Milano, Monza, Bergamo, Brescia, Venezia e Parma, come riferisce anche Milano Today

E' partita da Busto Arsizio, in provincia di Varese, l'indagine che ha portato la Guardia di Finanza a consegnare gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari. Le Fiamme Gialle hano ricostrutiro un sistema di frode fiscale, attraverso la costituzione di società “cartiere” con le quali gli indagati hanno emesso e ricevuto fatture per operazioni inesistenti coinvolgendo molteplici società. 

Secondo le ricostruzioni gli indagati avrebbero "standardizzato una prassi contabile ove le fatture fittizie erano giustificative di bonifici bancari ricevuti dai propri 'clienti' a cui veniva restituito il denaro contante (corrispondente all’importo indicato nella fattura emessa) al netto di una provvigione variabile costituente il compenso per il “servizio” reso. Il sodalizio, al fine di mascherare il proprio operato reclutava numerosi “prestanome” posti formalmente a capo delle società facenti parte dello schema fraudolento", fanno sapere i finanzieri. 

Dall'analisi dei tabulati telefonici, alle ricostruzioni bancarie, intercettazioni telefoniche e ambientali audio/video e con apparecchiature gps, pedinamenti e naturalmente della documentazione contabile e amministrativa con annesse verifiche fiscali hanno portato i militari delle Fiamme Gialle a ricostruire il modus operandi. 

Il modus operandi

La metodologia consentiva a società, che operano in vari settori merceologici, di non pagare le tasse deducendo costi e (spesso) detraendo Iva a credito, non spettanti, in quanto generati dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti: "Tale sistema permetteva anche a soggetti possessori di ingenti quantità di denaro contante, di dubbia provenienza, di ripulire il denaro reinserendolo nel circuito legale", fanno sapere le Fiamme Gialle.

Moltissime le aziende finite nel mirino dei finanzieri che, dal 2017 al 2021, hanno beneficiato complessivamente di 30 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti oltre all’IVA indebitamente detratta per 4 milioni di euro.

Al termine delle attività investigative l'Autorità Giudiziaria, oltre a disporre una sentenza di condanna per patteggiamento nei confronti dei 3 principali indagati, ha chiuso le indagini su ulteriori 23 persone, tra imprenditori, prestanome e una faccendierea svizzera, tutti per emissione e/o annotazione di fatture false.

E stato anche disposto il sequestro preventivo di beni, denaro per un valore complessivo pari a circa 6 milioni di euro, nei confronti dei molti imprenditori indagati.

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