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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Si fingono poliziotti per attivare carte di credito: quattro misure cautelari

Indagine della Postale su un gruppo di malviventi. La frode organizzata in due fasi: nel mirino anagrafe e portalettere

Furto aggravato, frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico e indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico. Sono i capi di accusa contestati a carico di un gruppo criminale itinerante, che sfruttava i 'buchi' di sicurezza del sistema di attivazione delle carte di credito per impossessarsi di identità e credenziali per poi svuotarne i conti correnti con acquisti elettronici.

Il tutto è stato interrotto l'altro giorno dalla polizia postale di Bologna, che su ordinanza del Gip e dietro impulso del pm Flavio Lazzarini della procura felsinea, hanno notificato quattro misure cautelari a carico di altrettante persone.

Si tratta di due pregiudicati di 45 e 42 anni entrambi originari di Napoli ma residenti a Cattolica, aventi il ruolo, rispettivamente, di organizzatore dell'attività criminale e del suo "braccio destro". Per il 42 e 45enne si sono aperte direttamente le porte del carcere, mentre per gli altri due è stato notificato l’obbligo di dimora.

Frodi con le carte: come operava il gruppo

Il gruppo operava in due fasi: recuperare le carte in consegna dai portalettere e l'acquisizione dei dati sensili presso le anagrafi.

Dapprima i furti, che si ripetevano con continuità da luglio 2020, e che hanno colpito numerosi portalettere che venivano seguiti durante il recapito e ai quali veniva forzato il bauletto del mezzo, dove era custodita la preziosa corrispondenza. 

Nella maggior parte dei casi, le carte di credito rubate risultavano essere già attive, si pensi a quelle rinnovate per scadenza o a quelle carte che non necessitano di attivazione, e quindi immediatamente utilizzabili.

Negli altri casi gli indagati, sfruttando sofisticate tecniche di social engineering si procuravano i dati sensibili necessari (utenze cellulari, indirizzi, informazioni personali), chiamando gli uffici di stato civile, la Polizia Municipale, le banche, i gestori di servizi di energia e addirittura in alcuni casi spacciandosi anche per personale delle Forze di Polizia impegnati in servizi di emergenza connessi alla pandemia in atto.

Numerose le telefonate ad Uffici Pubblici, emerse dalle intercettazioni, per indurre pubblici Ufficiali nell'esercizio delle proprie funzioni, ad accedere illecitamente nelle banche dati anagrafiche, per ottenere dati personali dei titolari delle carte sottratte, fingendosi Ufficiali di Polizia. Una volta ottenute le informazioni necessarie alle attivazioni delle carte rubate, le utilizzavano indebitamente generalmente per acquisti di beni di lusso o presso esercenti compiacenti.

È stato accertato anche il coinvolgimento della moglie del 45enne che interveniva nelle attività di attivazione delle carte quando era necessario avvalersi di una voce femminile con gli operatori dei call center e del figlio attivamente coinvolto nei furti.

Furti e frode sulle carte: bottino da centinaia di migliaia di euro

Non è possibile quantificare esattamente il danno finanziario complessivo, ma una prudente stima si aggira comunque in diverse centinaia di migliaia di euro. La posta sottratta alla consegna risulta nell'ordine di centinaia di pezzi. Non solo, tale corrispondenza, contenente abitualmente le comunicazioni di maggiore importanza tra cui atti giudiziari e notificazioni della pubblica amministrazione, è andata interamente distrutta, costituendo un grandissimo danno indiretto dell'attività delittuosa.

La pericolosità del gruppo criminale è dimostrata, inoltre, da ulteriori condotte accertate durante le indagini che, unitamente alla spendita delle carte sottratte, costituiscono la fonte abituale di sostentamento. (Dire)

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