Cronaca

Razzie nelle auto, per la borsa o la spesa: tre in manette

I Carabinieri di Bologna sgominano una banda dedita ad abilissimi furti nei parcheggi di supermercati e stazioni di servizio. Le vittime colte di sorpresa oppure del tutto ignare

I furti, talvolta abilissimi, venivano messi in atto nei parcheggi dei supermercati o alle stazioni di servizio, alcuni addirittura mentre le vittime erano dall'altra parte del veicolo, intente a caricare la spesa o a mettere benzina.

Sono 39 in tutto tra furti e rapine i colpi attribuiti a una banda di trentenni, tutti domiciliati presso tre campi sinti tra Bologna e Modena e arrestati con l'accusa di avere rubato borse e spesa ad altrettante vittime, per circa 20mila Euro in totale.

L'indagine, condotta dai carabinieri del nucleo operativo di Bologna, ha portato in carcere tutti e tre, dopo l'ordinanza del Gip Truppa su richiesta della Pm Sessa. Oltre a furti e rapine le accuse sono anche di falso materiale e uso indebito di carte di credito, con 4mila Euro di prelievi e acquisti effettuati con le carte appena sottratte.

Furti-lampo nelle auto: il video della banda in azione | VIDEO

Nei parcheggi o dal benzinaio: donne sole le vittime predilette

I colpi sui quali si sono concentrate le indagini risalgono all'inverno scorso, tutti molto concentrati nel tempo e che hanno avuto luogo in una quindicina di comuni tra le province di Bologna e Modena. I carabinieir hanno iniziato a seguire la banda in seguito della denuncia da parte di una donna di un furto, avvenuto a Bologna il 7 dicembre 2020 in un centro commerciale del quartiere San Vitale.

"Il modus operandi -spiega il maggiore Lo Buono, comandante della compagnia di Bologna- era più o meno il medesimo. I tre studiavano le vittime prima di colpirle. Solitamente, la scelta ricadeva in donne sole e negli orari di chiusura di supermercati o durante il rifornimento di carburante, per approfittare della distrazione del momento".

Così, mentre si era intenti a sistemare le cose del quotidiano, uno del gruppo entrava in azione, scassinando lo sportello, rompendo il vetro, oppure semplicemente aprendo lo sportello opposto. Poi quel che capitava, si portava via: borse, sacchi della spesa, zaini, altri effetti personali".

In alcuni casi, alcuni video lo dimostrano, le stesse vittime non si sono nemmeno accorte del furto subito ma in altri le donne derubate hanno invano cercato di rincorrere i malviventi, rischiando perfino di rimanere ferite dall'auto in fuga.

Russo Lo buono Paolucci-2

Il modus operandi: targhe falsificate, volti travisati

"Questo gruppo era scaltrissimo -prosegue Lo Buono- per le indagini si è dovuto ricorrere a tecniche investigative vecchio stile, anche perché tutti e tre lasciavano i propri cellulari a casa prima di uscire", tutti condotti comunque con il volto travisato. Inutile poi anche annotarsi la targa delle auto (tutte di grossa cilindrata, intestate a parenti), poiché le sigle venivano tutte alterate prima dei furti.

Quindi, oltre alle ormai essenziali telecamere (non solo quelle private, ma anche utilizzando i targa system in dotazione ai comuni) i militari sono dovuti ricorrere anche al classico pedinamento a distanza, per poter dimostrare la sequenza dei delitti e attribuire le responsabilità ai tre soggetti, che ora sono in carcere.

Nel frattempo si stanno ancora cercando eventuali altre vittime di furti simili, che all'epoca dei fatti non si sono rese conto dell'accaduto oppure non hanno mai sporto denuncia. I comuni luogo dei furti attribuiti finora ai tre comprendono Bologna, Vignola, San Lazzaro, Castelvetro, Budrio, Spilamberto, Casalecchio, San Cesario sul Panaro, Castelmaggiore, Lovoleto (Minerbio), Formigine, Castelfranco Emilia, Crespellano, Anzola Emilia, Funo di Argelato, Fiorano e Valsamoggia.

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