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Furti bici, il Comune cerca le rastrelliere anti-ladro

Ci sono le risorse per sperimentare vere e proprie "bike station", aree di sosta "controllate e dotate di sistemi che garantiscano maggiore sicurezza"

Servono nuovi supporti capaci di resistere ai ladri, visto che quelli attuali sono diventati troppo facili da forzare. Il Comune, quindi, sta prendendo tempo prima di acquistare altre rastrelliere, proprio per valutare la possibilità di reperire modelli di nuova generazione. Lo ha spiegato oggi in commissione il dirigente del settore Mobilita' di Palazzo D'Accursio, Cleto Carlini.

"Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi verranno installati un centinaio di nuovi posti bici", spiega intanto Carlini: si tratta di un residuo della quota 2017, che sarà destinata esclusivamente al centro storico, anche se ancora  non è stata stabilita l'esatta collocazione "un impegno anche sul 2018 e sul 2019 per l'installazione di circa 500 posti per ciascun anno", continua il dirigente: su questo pacchetto di rastrelliere, però, "stiamo facendo una riflessione, che siamo disponibili a condividere con la Consulta per la bicicletta, per ragionare sul modello". In pratica, "non stiamo ancora procedendo con l'acquisto perche' prima vorremmo definire se comprare il modello attuale o studiarne uno nuovo", spiega Carlini, visto che "purtroppo si e' accentuato il fenomeno dell'affinamento delle tecniche di furto, che mostrano un apparente semplicità nel rompere l'anello debole della rastrelliera", cioe' quello che consente di assicurare la bici al corpo principale del supporto.

I furti cosi' commessi "sono sempre più frequenti", avverte Carlini. Già qualche mese fa, del resto, i tecnici del Comune lo avevano segnalato: rompere le rastrelliere è diventato più facile che rompere le catene e i lucchetti usati dai ciclisti, ma "sono anche un elemento di arredo urbano" e quindi, sottolinea Carlini, l'amministrazione non esclude una procedura concorsuale per scegliere quelle del futuro. Intanto, Carlini segnala anche che ci sono le risorse per sperimentare tre vere e proprie "bike station", cioè aree di sosta "controllate e dotate di sistemi che garantiscano maggiore sicurezza".

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