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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Furti nelle case di mezza provincia: "In un paio di casi, le vittime dormivano ignare"

Disarticolata una banda di specialisti: prendevano di mira le abitazioni isolate. A tradire il gruppo gli spostamenti dell'auto usata per i 'colpi'

Almeno sette colpi in sette giorni, ma la lista potrebbe allungarsi presto. Questo viene addebitato a quattro persone, arrestate dalla squadra mobile di Bologna nell'ambito di una indagine-lampo volta a disarticolare un gruppo di ladri dedito ai furti in abitazione in diversi comuni della provincia.

I quattro sono stati fermati l'altro giorno all'alba, dopo una settimana dalle prime segnalazioni di attività contestate alla banda. In manette sono finiti un 39enne, un 29enne, un 25enne  un 27enne, i primi tre cittadini albanesi, il quarto cittadino moldavo.

Secondo le accuse addebitate dai pm Morena Plazzi e Stefano Dambruoso e convalidate dal Gip Alberto Gamberini, i quattro a vario titolo si sono resi responsabili di una serie di furti in abitazione lungo mezza provincia bolognese, concentrati per lo più nella Bassa e lungo la via Emilia.

Base operativa lungo la via Emilia, colpi in mezza provincia

Come hanno spiegato il capo della Mobile Giuseppe Pititto e il dirigente della sezione reati contro il patrimonio Carmelo Contissa il gruppo aveva fatto base operativa in un luogo isolato della frazione di Lavino di Mezzo, nel comune di Anzola Emilia, a pochi passi da tutti i principali snodi stradali.

Qui, con l'aiuto di un'auto intestata a prestanome e utilizzata come veicolo per tutti i furti, i quattro hanno attraversato in un periodo che va dal 10 al 18 novembre scorsi, almeno sette comuni per altrettanti furti in casa.

"In alcuni degli episodi contestati, i furti sono stati molto silenziosi, tant'è che i proprietari all'interno hanno continuato a dormire e non si sono accorti di niente".

I malviventi infatti erano dotati di svariata attrezzatura, comprese due paia di pinze idrauliche a martinetto, con le quali si potevano divellere le inferriate alla finestre. Una volta entrati poi, e assicuratisi che dentro non vi fosse nessuno, due dei componenti provvedevano a individuare le casseforti e a tagliarle con flessibili da cantiere.

In particolare, con queste modalità, sono stati ricostruiti due furti a Bentivoglio, ove sono stati sottratti nel primo caso beni per 25 mila euro e nel secondo caso beni per cinquecento euro, un furto ed un tentato furto a Minerbio ove nel primo episodio sono stati sottratti beni per 500 euro, un furto a Vignola, in cui sono stati sottratti beni per 2800 euro, un furto a Castel San Pietro Terme in cui sono stati sottratti beni per 4000 euro e infine un tentato furto a San Giovanni in Persiceto.

Seguiti e pedinati dagli agenti, poi il blitz

Il tentato furto a Minerbio, fallito perché il proprietario si è accorto in tempo dell'effrazione, ha potuto dare una svolta all'indagine, che già procedeva osservando gli spostamenti dell'auto in questione. Sono seguiti una serie di pedinamenti, compreso uno dentro una nota catena di supermercati del bricolage. I malviventi infatti avevano smarrito parte degli attrezzi da scasso (prelevati dagli stessi inquirenti dal loro nascondiglio, ndr) e si sono dovuti andare a rifornire.

Il blitz per arresti e perquisizioni è scattato l'altro giorno, all'alba: tutti i soggetti sono stati trovati nelle proprie abitazioni. Insieme a loro, sono spuntati svariati beni probabilmente oggetto di furto, come monili in oro, orologi di valore consistente, ma anche contanti. "Abbiamo pensato di agire in tempi rapidi -conclude Contissa- le modalità operative della banda e il loro equipaggiamento (a bordo dell'auto sono stati trovati anche dei coltelli, ndr) ci hanno fatto propendere per un intervento rapido, dacché in certe situazioni il semplice furto avrebbe potuto sfociare in qualcosa di più pericoloso per l'incolumità delle vittime stesse".

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