Raffica di furti ai portapizze con la scusa di finti controlli: arrestati sedicenti finanzieri

Almeno 11 le vittime, che venivano inserite in una lista e monitorate prima di attuare il piano

immagine di repertorio

Un addetto alla consegna a domicilio di una pizzeria di San Lazzaro di Savena ha denunciato di essere stato derubato  da due uomini che si erano spacciati per agenti della Guardia di Finanza e l’avevano sottoposto ad un controllo stradale. Accadeva la scorsa primavera. Ora i carabinieri sono riusciti a rintracciare i responsabili e trarli in arresto.

Da quanto ricostruito, i due malintenzionati, in abiti borghesi ed a bordo di un’autovettura, avevano fermato lungo la strada il portapizze che era a bordo del proprio ciclomotore. Qualificatisi come Finanzieri - mostrando una placca ed un tesserino con foto e nominativo - avevano simulato un controllo fiscale affermando che lo scontrino in possesso della vittima non andava bene ed erano necessarie ulteriori verifiche. Avrebbero quindi dovuto recarsi presso la pizzeria. Così i due sedicenti finanzieri si erano fatti o consegnare dalla vittima la carta d’identità ed il denaro in suo possesso, nonché l’incasso della giornata. Per poi dileguarsi, facendo perdere le proprie tracce.

A seguito di questa denuncia i militari della Compagnia Carabinieri di San Lazzaro di Savena hanno sviluppato una serie di accertamenti per risalire agli autori del fatto, ma nel corso dell’attività hanno anche scoperto che il giovane denunciante non era l’unica vittima di azioni di questo tipo. E’ stato possibile accertare 11 diversi episodi operati sempre con lo stesso modus operandi del “falso Finanziere”.

Gli accertamenti hanno consentito di individuare i responsabili di queste truffe in tre uomini, già noti alle forze dell'ordine Nel corso di perquisizioni effettuate presso i loro domicili, sono stati rinvenuti e sequestrati gli attrezzi del "mestiere": un distintivo con placca di appartenenza all’Associazione Nazionale dei Finanziari d’Italia (associazione dei militari della Guardia di Finanza in pensione) contraffatto, un distintivo con placca di appartenenza all’Associazione Nazionale Carabinieri (associazione dei militari dell’Arma dei Carabinieri in pensione), una pistola a salve 8 mm con relativo munizionamento e palesi segni di manomissioni al tappo rosso nonché alcune carte di credito, telefono cellulare e buoni pasto provento di altre attività delittuose.

Recuperata anche una “lista” nella quale, con dovizia di particolari, erano state trascritte le targhe con a fianco la data ed il luogo di avvistamento, dei ciclomotori e veicoli in uso ad altri fattorini delle pizzerie insistenti nella Provincia. Acquisiti questi dati gli indagati, utilizzando un’applicazione gratuita presente sui loro smartphone verificavano se i mezzi annotati fossero o meno assicurati in modo da poter procedere, con tale escamotage, al loro controllo.

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Nel pomeriggio del 9 dicembre scorso, alla fine delle indagini, i militari hanno dato esecuzione al provvedimento cautelare emesso dal Gip.: è così finito agli arresti domiciliari un indagato, mentre gli altri due sono stati sottoposti all’obbligo di dimora nei rispettivi Comuni di residenza.

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