rotate-mobile
Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Opere d’arte: tra furti e falsi, un mercato da oltre 6 milioni di euro

Finto Picasso e 2 Carracci tra le opere recuperate. La provincia più colpita in regione, Bologna: furti, contraffazioni e falsificazione. Numeri e consigli 'anti-fregature'

Più di 500 realtà museali e istituti culturali, oltre 90 teatri storici, 60.000 beni artistici, 4.000 reperti archeologici, un immenso patrimonio archivistico e librario. L’Emilia Romagna, culla della cultura, è inoltre una delle regioni italiane con il più alto numero di monumenti ecclesiastici. Un ‘tesoretto’ di opere di pregio storico-culturale, il nostro, di altissimo valore, che spesso, però, da adito ad azioni criminose. Per questo motivo, ed in particolare nel 2011, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna ha incrementato i servizi di prevenzione nei confronti degli obiettivi ritenuti più a rischio per quantità e qualità di beni culturali custoditi o esposti al pubblico.
FURTI, I NUMERI. I furti di opere d’arte denunciati nel 2011 sono stati in tutto 77, un calo complessivo del 25,2% rispetto al 2010. Obiettivi principali sono stati chiese, enti pubblici e privati. La provincia più colpite è Bologna, insieme a Parma: nel mirino in particolare privati e chiese dell’entroterra. Le tipologie di oggetti maggiormente trafugati sono: dipinti, sculture (in particolare lignee), ebanisteria, nonché beni librari e archivistici.
L’ATTIVITÀ REPRESSIVA nel 2011 ad opera dei Carabinieri del Nucleo TPC di Bologna ha portato a deferire in stato di libertà  29 persone. Sono stati sequestrati e recuperati complessivamente 15.226 opere d’arte e beni culturali per un valore pari a 1.356.600 euro (complessivi per i beni archivistici, antiquariali ed archeologici) e 5.173.000 euro (per quelli risultati contraffatti e falsificati).
RECUPERI DI RILIEVO. Tante le opere d’arte preziose trafugate, ma poi recuperate tra cui spiccano un dipinto olio su tela del XVIII^ secolo del pittore Lorenzi Francesco;  un dipinto olio su tela del XVIII^ secolo del pittore Francesco Conti; un dipinto olio su tela del XVII^ secolo, raffigurante “Madonna, bambino e santi”; due dipinti olio su rame del XVI^ secolo attribuiti ad Annibale e Ludovico Carracci.
CONTRAFFAZIONE E FALSIFICAZIONE. Il Nucleo TPC di Bologna nell’anno 2011 ha continuato a concentrare le sue attività d’indagine sulle opere falsificate e contraffatte di artisti importanti, esponenti dell’arte contemporanea italiana ed internazionale, individuando, sequestrando e riuscendo così a sottrarre dal mercato lecito opere false pronte ad essere spacciate per originali ed essere vendute per milioni di Euro.
Gli esiti delle numerose indagini svolte, i dati statistici pervenuti e le acquisizioni informative confermano che la specifica attività criminosa è in continua espansione, per una concomitante serie di cause. Alcune di carattere tecnico, concernenti in particolare le modalità di riproduzione seriale proprie dell’arte contemporanea, altre connesse al fatto che tale mercato è molto fertile perche foriero di facili guadagni. Nello specifico settore il Nucleo ha perciò affinato l’attività di contrasto, continuando a rivolgere l’attenzione non tanto alle singole evenienze del mercato, ma alle filiere organizzate che dalla produzione arrivano sino alla commercializzazione.
Di “De Pisis, Picasso, Lomi, Cascella, Arman” le opere d’arte contraffatte e sequestrate dal Nucleo nel corso dell’anno.
CONSIGLI 'ANTI-FREGATURE'. L'arma mette in guardia i cittadini attraverso semplici consigli, come:
1.    Diffidare dei “facili acquisti”: un prezzo non congruo può essere indice di una provenienza sospetta o di dubbia autenticità. Inoltre l’acquisto di oggetti compiuto in modo troppo “disinvolto” può configurare il reato previsto e punito dall’art. 712 c.p.;
2.    Una volta individuata l’opera d’interesse, consultare possibilmente gli archivi dell’autore;
3.    Pretendere, ai sensi del D.Lgs. nr. 42/2004 – “Nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, il rilascio da parte del venditore della copia fotografica dell’opera e dell’oggetto, con retroscritta dichiarazione di autenticità e indicazione della provenienza, recanti la sua firma;
4.    Valutare l’opportunità di adottare idonee misure di sicurezza nel luogo ove vengono custoditi i beni;
5.    Custodire le riproduzioni fotografiche in luogo diverso dalle opere;
6.    Compilare il “Documento dell’opera d’arte – Object ID – nel quale si riportano i dati identificativi essenziali di qualsiasi bene d’arte (oggetto, autore, epoca, tecnica e materiale, dimensioni, titolo e descrizione, fotografia);
7.    Effettuare il pagamento con strumenti idonei a conservare la documentazione della transazione effettuata;
8.    Contattare il Nucleo nei casi di sospetta contraffazione, alterazione o riproduzione di un bene culturale in caso di acquisto o visione;
9.    Contattare il Nucleo nei casi in cui si venga a conoscenza di uno scavo clandestino, qualora si rinvenga fortuitamente un bene archeologico o lo si veda in un’asta on-line;

10.    In caso di furto di opere d’arte, recarsi subito presso la Stazione Carabinieri più vicina, portando con sé l’”Object ID” o altra riproduzione fotografica dell’oggetto (ricavabile anche da album di famiglia).
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Opere d’arte: tra furti e falsi, un mercato da oltre 6 milioni di euro

BolognaToday è in caricamento