Cronaca

Fascismo, stretta su sale pubbliche e gadget: slitta ancora la decisione del Comune

Rinviata alla prossima settimana l'approvazione della annunciata stretta su simboli e raduni nostalgici del Ventennio

Rinviata di un'altra settimana la delibera che dovrebbe limitare a Bologna la concessione di spazi pubblici a formazioni neofasciste e impedire la vendita di gadget del Ventennio nei mercati. Il Consiglio comunale non è infatti riuscito ad approvare l'atto prima della fine della seduta. Numerosi sono stati gli interventi contrari del centrodestra che hanno allungato il dibattito, mentre dalla maggioranza nessuno ha chiesto di proseguire la discussione a oltranza, complice la riunione della segreteria e della direzione del Pd di Bologna, in programma in serata.

Anche Coalizione civica, dal cui ordine del giorno è scaturita la delibera, ha dovuto alzare le mani. "Se avessimo chiesto l'oltranza ce l'avrebbero bocciata, facendo finire la delibera in coda ai lavori della prossima seduta- spiega Emily Clancy all'uscita dall'aula- così invece la prossima volta possiamo discuterla subito". In aula, tra l'altro, la delibera è stata corretta sia dal Pd (a firma Andrea Colombo) che da Coalizione civica, con alcuni emendamenti (accolti dalla Giunta) che di fatto inaspriscono le sanzioni.

Per quanto riguarda i gadget fascisti in vendita, ad esempio, viene introdotta la confisca della merce. Per gli spazi, invece, viene disposta la decadenza della concessione non solo se vengono violate le disposizioni costituzionali, ma anche i divieti concreti contenuti nei nuovi regolamenti comunali. Viene inoltre precisato che gli spazi non saranno concessi né per manifestazioni di ispirazione fascista né ad associazioni od organizzazioni che si rifanno al Ventennio.

Critiche arrivano da Marco Lisei, capogruppo di Forza Italia, secondo il quale non è chiaro "chi farà i controlli, chi segnalerà eventuali irregolarità e chi si occuperà delle sanzioni". Ma un'ombra polemica aleggia anche tra le fila del Pd. I renziani del gruppo di Perdavvero, Raffaella Santi Casali e Piergiorgio Licciardello, annunciano infatti il loro voto a favore. Ma con poco entusiasmo. "Non farò mancare il mio appoggio a un atto ha un carattere essenzialmente simbolico- afferma Santi Casali- ma questa è una delibera sull'antifascismo e tale deve rimanere. Riterrei assolutamente inaccettabile che questo tema venisse utilizzato surretiziamente per inserire altri elementi che limitano la libera espressione del pensiero. L'antifascismo non venga strumentalizzato, sarò sempre sentinella su questo".

Sulla stessa linea Licciardello. "Votare questa delibera non significa che farò un passo indietro sul punto- avverte il renziano- continuerò a dissociarmi da qualunque orientamento che limiti la libertà di espressione". Non lo dicono espressamente, ma è facile intuire che Santi Casali e Licciardello facciano riferimento all'ultimo dibattito in Consiglio comunale sul bus antigender. In quel caso, l'ordine del giorno proposto da Coalizione civica di presa di distanza dall'iniziativa 'prolife' fu votato dal Pd ma non dai due renziani, in polemica con il loro gruppo. Un nesso che Federico Martelloni coglie al volo. "Se dietro l'intervento dei due colleghi del Pd c'è altro che riguarda la sentinelle in piedi o il bus antigender- incalza il capogruppo di Coalizione civica- sarebbe bene che si facesse chiarezza". (SAN/DIRE)

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