Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Neonata morta di pertosse al Sant'Orsola: avviata indagine epidemiologica

Aveva solo 20 giorni la piccola Gaia deceduta il 30 marzo. Oggi la camera ardente

Era stata ricoverata all'Ospedale Maggiore di Parma subito dopo la nascita per un'infezione delle vie respiratorie e presa in carico dai neonatologi del reparto di Terapia intensiva che avevano riscontrato il germe della pertosse. Quando le sue condizioni erano peggiorate, era stata trasferita alla Rianimazione pediatrica del Policlinico di Sant'Orsola di Bologna. 

Aveva solo 20 giorni la piccola Gaia Carboni deceduta il 30 marzo. La piangono i genitori, Giuseppe e Giorgia, che hanno ricevuto la visita del sindaco di Soragna (PR), dove la famiglia risiede. La camera ardente è stata allestita presso la casa protetta Santa Rita del paese. Lo riferisce Parma Today

"L’Azienda Usl di Parma - si legge in una nota - ha avviato come di prassi un’indagine epidemiologica volta a stabilire la natura del contagio. La tragedia che ha colpito questa famiglia rende evidente l’importanza della vaccinazione, spiegano i medici delle due Aziende sanitarie. La pertosse è, infatti, estremamente pericolosa per i neonati. La vaccinazione universale è dunque fondamentale per limitare la circolazione del germe e proteggere i più piccoli che non hanno ancora raggiunto l’età per essere protetti attraverso la vaccinazione, possibile solo dal compimento del secondo mese di vita".

Dal Sant'Orsola fanno sapere che per ovviare alla temporanea mancanza di protezione, "è consigliata la somministrazione del vaccino alla madre nel terzo trimestre di gravidanza, come era effettivamente avvenuto in questo caso. La trasmissione al feto attraverso la placenta degli anticorpi da lei prodotti è, infatti, l'unica possibilità per provare a proteggere il bambino nelle prime settimane di vita". Variando però "il grado di immunizzazione in base a fattori individuali, non è possibile garantire una sicurezza al 100% finché la malattia non sarà eradicata, come è avvenuto con il vaiolo grazie alla vaccinazione". Anche questo "deve indurre ad estendere il più possibile la vaccinazione, per proteggere i neonati e chi non risponde alla vaccinazione con un'immunizzazione sufficiente". L'Ausl di Parma e il Policlinico di Bologna "esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia in questo momento di profondo dolore e vicinanza agli operatori che hanno prestato le cure alla piccola". 

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