Cronaca

Prostituzione e sfruttamento a Galliera: chiuso il night-club 'Nuova Cueva'

Episodi di violenza sessuale, ragazze costrette a prostituirsi all'interno del locale. Indagini e osservazioni durate mesi che hanno portato all'ordine di arresto per tre persone

Interno locale - Foto pagina Facebook

E' stato chiuso dai Carabinieri di Ferrara, su richiesta della Procura di Bologna, il night club 'Nuova Cueva' Via Vittorio Veneto 53/4 a Galliera.

Episodi di violenza sessuale, ragazze costrette a prostituirsi all'interno del locale. Indagini e osservazioni durate mesi che hanno portato all'ordine di arresto per tre persone (una donna ancora ricercata). Nel locale venivano sfruttate 6-7 ragazze, tutte straniere, una di loro addirittura minorenne.  I due uomini sono stati arrestati a Poggio Renatico (FE).

Fino alle 6 del mattino, strip integrali, privé, ragazze e drink, tutto riportato sulla pagina Facebook e sul sito: "Se vuoi rilassarti, troverai un ambiente amichevole con musica/hi fi, un fornitissimo bar con drink-cocktails e bellissime animatrici che potrai anche solo guardare se vuoi stare da solo... a tua scelta", si legge sul sito del night club "Se vuoi esagerare con un po' di Euro in più nei nostri privè godrai di spettacoli mozzafiato con strip integrale per TE! In poche parole se sei stressato, se hai problemi di lavoro o di famiglia...il Tuareg fa per TE!! Le nostra ragazze ti metteranno a tuo agio, facendoti dimenticare i pensieri negativi e pesanti. Vuoi vivere un'emozione? Nessun problema! Offri un drink a pochi euro e l'animatrice farà per te uno spettacolo sul tavolo". Ingresso riservato solo ai soci con tessera emessa "al momento".

Qualche giorno fa, stessa sorte per il night-club "Blue Eyes" di Crespellano. Nella notte di venerdì 13 febbraio, gli agenti hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, dopo che un’attività di perquisizione ha portato alla denuncia di due cittadini italiani e una cittadina rumena, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e una denuncia per spaccio di stupefacenti. Si tratta di una coppia di coniugi italiani, 69 anni lui e 67 lei, chiamata "Mamma Rosy", di una 40enne rumena e di una tunisina di 25. 

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