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Gay Pride, in 20 mila ieri al corteo "arcobaleno"

Ritrovo davanti al Cassero per poi partire direzione Parco Villa Cassarini: la colorata sfilata ha attraversato la città fra musica e slogan pro-diritti

Come ogni anno torna il "Gay Pride", che si è svolto ieri a Bologna come anche a Palermo, Genova, Bari e Cosenza. Una sfilata colorata (i colori dell'arcobaleno sono il simbolo dell'orgoglio LGBT) e vivace, con carri e cartelli che difendono i diritti degli omosessuali e dei transessuali. 

Al Pride di Bologna oggi hanno partecipato "piu' di 20.000 persone". O, almeno, questa e' la stima fornita dal comitato organizzatore mentre la manifestazione termina ai giardini di villa Cassarini, dopo aver attraversato il centro (destreggiandosi tra i tavolini dei T-Days e i new jersey antiterrorismo) e dopo un passaggio sotto l'arco di porta Saragozza: luogo simbolo per il movimento gay bolognese ed italiano perche' prima sede riconosciuta dalla pubblica amministrazione, ma anche caro ai fedeli della Madonna di San Luca.

Come da qualche anno a questa parte, dal palco finale non parleranno ne' il sindaco Virginio Merola (che ha partecipato ad un'ampia parte del corteo) ne' assessori della Giunta. Scelta concordata con gli amministratori, si spiega da Palazzo D'Accursio. "E' un palco nostro", rivendica il presidente del Cassero, Vincenzo Brana'. A Villa Cassarini, insieme al Comitato del Pride, era stata stamattina l'assessore alle Pari opportunita', Susanna Zaccaria, per deporre un mazzo di fiori alla lapide che ricorda le vittime omosessuali del nazifascismo.

Un modo per ricordare loro ma anche "chi ancora oggi, in Paesi come la Cecenia o la Turchia, non puo' festeggiare come oggi stiamo facendo noi", spiega Zaccaria. Per quanto riguarda le sollecitazioni sul tema degli spazi inviate dal Pride, Zaccaria riferisce che "il Comitato mi ha consegnato il documento politico della manifestazione, che gia' conoscevo. E abbiamo discusso di come il Patto di collaborazione con la comunita' Lgbtq sia uno spazio di confronto".

Non tutto il corteo e' pero' arrivato a Villa Cassarini. Lo spezzone piu' antagonista, organizzato dai collettivi Atlantide, Consultoria e Smaschieramenti, ha difatti lasciato la manifestazione dopo aver effettuato un flash mob all'altezza di piazza Malpighi: un flash mob "indecoroso", nel senso di incentrato sulla "potenza dell'ano", sottolineano gli attivisti dei collettivi, spiegando cosi' il fatto che diversi manifestanti durante la perfomance si sono denudati.

Concluso il flash mob, "insieme al Mit ci siano diretti verso piazza San Francesco- continuano i collettivi- per manifestare soprattutto contro il decreto Minniti-Orlando". Invece che proseguire insieme al resto del Pride, "abbiamo preferito prenderci una delle piazze al centro delle retoriche cittadine sul degrado e risignificarla con una presenza indecorosa". Smaschieramenti, Consultoria e Atlantide sottolineano che "nel nostro spezzone c'era anche l'Xm24. Ieri abbiamo partecipato anche noi all'iniziativa che c'e' stata in via Fioravanti, per sostenere l'Xm24 ed invitare tutte ad essere con noi oggi". (Dire)

LE FOTO DI GIORGIO BARIBIERI

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