La musica-parodia dei Gem Boy: "Una canzone denuncia dedicata al povero Nettuno"

L'INTERVISTA -"Non capiamo perché non ci abbiano mai chiamati a un evento assieme a Morandi, Cremonini e Bersani…sarà che forse li abbiamo presi in giro nelle nostre canzoni?"

Bolognesissimi e demenzialissimi. La combo con Cristina D'Avena li ha fatti conoscere al grande pubblico con una bella serie di sold-out e stasera hanno in programma un concerto nel bolognese, mentre lavorano "diabolicamente" al loro nuovo video («che spaccherà il pubblico in due») ormai prossimo all'uscita: sono i Gem Boy

Cominciamo dalle origini. La loro avventura nasce nel 1992 e fatti due conti pare che "quell'idea balzana" nata fra la cartoleria "Sterlino" e qualche audiocassetta fatta in casa non sia poi così male vista l'anagrafica del gruppo. Alla cartoleria di zona Murri Carletto Sagradini ha conosciuto l'amico Madda, il quale a sua volta gli ha presentato il tastierista Giacomo Sfragaro. La tastiera di Giacomo era una "Gem" e all'epoca andavano molto di moda i Digital Boy (fenomeno della dance italiana degli anni '90): i più perspicaci capiranno quindi come avviene il battesimo di un duo che in un secondo tempo crescerà a cinque elementi. 

Una volta diventati cinque è evidente che le loro cover-parodia funzionano e nel giro di pochi anni, rocambolescamente dalle prime cassettine fatte in casa con una formazione di due elementi, iniziano a spargere nella rete sotto forma di MP3 le loro canzoni. Si crea così un seguito di accaniti sostenitori che si spargeranno a macchia d'olio nel giro di breve tempo. Così nel 2000, nonostante al mondo discografico fossero dei perfetti sconosciuti, ecco che i loro live diventano affollati e gli spettatori cantano le loro versioni a sfondo sessuale delle hit di Ligabue, Cremonini, e delle sigle dei cartoni animati. 

Carletto si butta sul pubblico: il divertente video fatto durante un concerto

Chi sono i Gem Boy, quando nascono e come? «I Gem Boy, come del resto le cose più belle, nascono per gioco.  Da un’idea strampalata di Carletto Sagradini, tutt’ora leader della band; i Gem Boy muovono i primi passi nella periferia di Bologna. Poi col tempo dentro il gruppo sono finiti dei musicisti romagnoli, quindi siamo un vero gruppo Emiliano-Romagnolo. Testi e voce sono di Carletto, il gigante buono Max è alle tastiere, il ruspante J.J. Muscolo alla chitarra, l'eclettico Denis al basso e il figo Matteo alla batteria. E poi c'è anche il fonico factotum Sdrushi».  

Un genere musicale particolare: come vi autodefinite? «L’etichetta più semplice che ci è sempre stata data è “gruppo demenziale”. Ma è un po’ troppo generica e limitante. Alcune canzoni nascondono dietro il loro linguaggio colorito, un messaggio più importante o storie di vita vissuta».  

Bologna, città della musica: è così? «Sinceramente Bologna non sappiamo nemmeno se sa che siamo in parte bolognesi. Forse per via del temi trattati, alcuni promoter hanno preso le distanze. Non capiamo perché non ci abbiano mai chiamati a un evento assieme a Morandi, Cremonini e Bersani…sarà che forse li abbiamo presi in giro nelle nostre canzoni? A parte gli scherzi una volta lo era: adesso mi sembra molto calata. Ma è un andamento generale purtroppo. Tutta colpa di un terribile virus che si chiama DJ».  

Concerti sempre sold out con Cristina d’Avena: una combinazione perfetta, che piace al pubblico: perché secondo voi? «Perché è una contraddizione musicale storica. Il diavolo e l’acqua santa difficilmente li vedi assieme esibirsi. E poi anche perché Cristina con noi ha una marcia in più, diventa una vera rocker».

Nuovi live: cosa aspettarci? «Stiamo promuovendo l’album “Quelli che…Orgia Cartoon” e oltre ai grandi classici, cose nuove e gag improvvisate col pubblico non mancano mai».

Progetti per il futuro? «A settembre uscirà il video di “Vegana” che probabilmente, visto il tema delicato, spaccherà il pubblico in due». 

Bolognesità: simboli, dialetto, cibo...qualche divertente interpretazione? «Beh, su Internet spopolano già i ridoppiaggi di “Non è un paese per Bolognesi” e “Batman e Tortelini”. Abbiamo anche in cantiere una canzone di denuncia sul povero Nettuno; grandi investimenti per ristrutturarlo e poi subito dopo è già vittima di vandali idioti e alghe. Sempre a settembre uscirà una parodia del film di fantascienza “Arrival” dal titolo “i en bel arrivè”  dove gli alieni parlano in bolognese e nessuno li capisce».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus: fermato treno a San Ruffillo. Era un falso allarme

  • Coronavirus, sotto osservazione due persone in Emilia: le analisi al Sant'Orsola

  • Coronavirus: in Emilia Romagna chiuse scuole, asili e luoghi di cultura. Stop a eventi e manifestazioni

  • Coronavirus: 19 contagi in Regione, un caso anche a Modena. Migliaia di tamponi effettuati, attivo numero verde

  • Coronavirus : l'Università di Bologna sospende lezioni, esami e lauree

  • Coronavirus in Emilia-Romagna, 7 nuovi casi: "Tutti riconducibili al focolaio lombardo"

Torna su
BolognaToday è in caricamento